Capire cosa comunica il gatto con il corpo, con la coda e la voce

Per comunicare il gatto non usa solo il linguaggio vocale. Fin da quando è cucciolo oltre alla voce, anche il tatto è una forma vitale di comunicazione, ma già verso le dodici settimane di vita i micini sviluppano un vasto linguaggio corporeo.

 

Il tatto per comunicare

Quando "fanno la pasta"

I gatti nati da poco sanno usare anche il tatto per comunicare con la loro mamma, ad esempio “facendo la pasta” sul suo ventre per stimolare la fuoriuscita del latte e per rassicurarla. Il tatto è uno dei primi sensi che i cuccioli sviluppano e resta un’essenziale forma di comunicazione.

Strofinano i nasi

Quando i gatti si incontrano usano sfregarsi i nasi quasi per salutarsi e lo stesso fanno con i loro padroni.

Si strofinano sulle gambe del padrone

A chi non è capitato di rientrare in casa ed essere accolto dal proprio gatto che si strofina sulle gambe quasi fosse una danza? Un contatto però eccessivo può provocare a volte reazioni aggressivi anche verso i proprietari.

 

Cosa ci comunica il gatto con la sua coda

Coda del gatto: è impaurito

Ho paura!

Ha molto paura se tiene la coda così!

Coda del gatto: sono felice di vederti

Sono felice di vederti!

La coda dritta a candela è un segnale di felicità e benessere, spesso viene accompagnato dalle fusa

Coda del gatto: sono arrabbiato

Sono arrabbiato!

Coda bassa con la punta in sù; il gatto ci dice che è arrabbiato

 

Coda del gatto: siamo amici

Siamo amici!

Coda alta ma non gonfia significa che vuole essere amico.

Coda del gatto: sono interessato

Ho interesse!

Se la coda si presenta così, vuol dire che il gatto è interessato a qualcosa.

Coda del gatto: sono pazzo di te

Sono pazzo di te!

Coda dritta, sono pazzo di te!

Coda del gatto: sono in amore!

Sono in amore!

Questa posizione della coda del gatto significa che è innamorato, anzi, in amore!

Coda del gatto: sono preoccupato

Sono preoccupato!

Questa posizione del gatto significa che è preoccupato, non è rilassato.

La coda del gatto: molto arrabbiato!

Sono molto arrabbiato!

La posizione della coda gonfia e irta significa che il gatto è molto agitato e arrabbiato.

 

Cosa vuol dire se...

Gatto che si gonfia

Si gonfia

I gatti aggressivi o in difesa si “fanno grossi” gonfiando il pelo della coda e della schiena mentre quelli più remissivi fanno l’esatto opposto.

Si rannicchia

Il gatto quando è nervoso si rannicchia, distoglie lo sguardo e a volte sbadiglia.

Sguardo diretto

Se il gatto usa uno sguardo diretto, raddrizza il pelo, testa e baffi protesi in avanti, orecchie piegate all’indietro e coda che oscilla vuole avvisare che è prossimo all’attacco.

Dorso arcuato e pelo dritto

Quando il gatto arcua la schiena, rizza il pelo in modo da sembrare più grande è in posizione di difesa, soprattutto con gli esseri umani o con i cani, raramente tra simili.

Rotola da una parte all’altra

Quando si mette a pancia all’aria rotolando, con gli artigli ritratti e una linea visiva rilassata il gatto è in una situazione di sottomissione passiva, posizione tipica del gioco. Mostra di essere a suo agio, spesso implorando una carezza sulla pancia.

Corpo a terra...

orecchie all’indietro, coda che batte sul suolo, e ventre esposto. Il gatto mostra una resa solo parziale, infatti non è pronto ad accettare una sconfitta e lo comunica con gli artigli e i denti. Meglio stare in guardia.

Pupille dilatate...

dorso inarcato, orecchie appiattite, coda gonfia e denti scoperti. Il gatto è in postura di difesa. Abbassa le orecchie per proteggerle da eventuali attacchi e inarca la schiena per sembrare più grande.

Coda fra le gambe

Il gatto ha paura.

 

La voce

È stato dimostrato che ad utilizzare maggiormente la voce per comunicare sono i gatti domestici. Si è anche ipotizzato che i gatti miagolino più spesso con l’uomo perché fin da piccoli sono stati ricompensati quando lo hanno fatto. Altri etologi, studiosi del comportamento animale, sostengono invece che i gatti vogliano imitare la voce del proprio padrone. I piccoli comunicano con la voce di più dei gatti anziani. Sanno avvisare la loro mamma emettendo un richiamo acuto quando hanno freddo o fame. Anche le mamme sanno comunicare con la voce con i propri cuccioli. Infatti con una specie di cinguettio li richiamano, lo stesso verso che emette il gatto di razza Maine Coon per salutare i padroni. Anche le fusa sono una sorta di linguaggio vocale che il gatto utilizza per comunicare il proprio stato di benessere. I suoni intensi, tranne il miagolio acuto del gatto di razza Siamese sono utilizzati anche durante l’accoppiamento e le zuffe. Il gatto utilizza anche il ringhio come forma di comunicazione vocale, mentre sibili o soffi sono suoni difensivi.

 

Segnali olfattivi

Il gatto sa usare urina e feci per comunicare. Le feci hanno un odore particolare, quando non vengono coperte fungono da marcatura territoriale visiva ed olfattiva. Anche l’urina ha un forte odore. I maschi castrati spruzzano un’urina dall’odore acre e pungente, in genere su pareti verticali. La femmina in calore lascia una scia odorosa per farsi seguire dal maschio. Le ghiandole sudoripare presenti sulle zampe lasciano una traccia olfattiva importante. Quando il gatto si strofina sulle gambe del proprietario o su oggetti vuole contrassegnare la zona ed utilizza le ghiandole presenti su guance, labbra, mento. Le ghiandole delle guance dei gatti contengono sostanze chimiche che sembrano rassicurarli, emettono feromoni, gli stessi che sono stati sintetizzati per creare spray calmanti.

 

Il graffiare

Spesso si crede che il gatto graffi oggetti, divani, mobili per affilarsi le unghie, ma non è solo così. I gatti graffiano per segnare il territorio.

 

Libri consigliati

  • Gatti

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  • Enciclopedia del gatto

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La mia gattina ha partorito il 1 aprile,ma da una settimana è strana,allatta i suoi cuccioli e poi si dilegua alla ricerca del suo amico,che tra l altro li ho visti insieme mentre si rotolavano,se lui manca lo chiama miagolando in maniera diversa,mi chiedo,cosa succede?e innamorata?

Gentile Laura, la gatta in allattamento spesso fa così ovvero si allontana dai cuccioli un po' per stanchezza, un po' per disinteresse. Innamorata? Chissà! Sarebbe bello no?

Abbiamo recentemente adottato una gattina di un anno e mezzo che era stata abbandonata in gattile, dove è rimasta per 4 mesi. In casa avevamo già un'altra gatta di 7 anni, un po' fifona. Abbiamo cercato di fare un inserimento graduale, ma il fatto che la gatta residente sia spesso fuori casa (abbiamo un grande giardino e con la bella stagione le piace uscire) e che rientri solo per i pasti e per dormire la notte non aiuta con la conoscenza; le due gatte si vedono poco e quando si vedono si azzuffano e soffiano. In particolare la gatta vecchia ringhia e soffia ed è sempre in atteggiamento di difesa, molto spaventata; quella nuova invece a tratti miagola facendo una specie di lamento, a tratti non considera la vecchia, a tratti la attacca. È sempre la nuova comunque a attaccare bega con la vecchia, che invece tende a scappare più che ad attaccare. Non sappiamo cosa fare per far sì che si tollerino. Consigli?