Utile guida per scegliere il tiragraffi migliore per il tuo micio
 

Il gatto marca il territorio

I gatti amano esplorare gli ambienti in cui si trovano, si arrampicano, saltano e si divertono a giocare e a interagire con lo spazio che li circonda. Spesso i mobili e gli oggetti di casa diventano ostacoli da superare e il rischio che qualcosa si rompa o si rovini è sempre in agguato. Il micio si strofina sugli oggetti per marcare il territorio e oltre ai segni visivi lascia delle tracce olfattive all’interno delle stanze in cui si muove. Nelle guance dei gatti e nei polpastrelli ci sono delle ghiandole che espellono i feromoni, delle sostanze che noi umani non percepiamo ma che vengono riconosciute dagli altri animali: questo è il loro modo di marcare il territorio e segnalare la propria presenza ad altri felini.
Allo stesso tempo i gatti possono utilizzare gli oggetti più comuni presenti nei nostri appartamenti come divani, tende e sedie per affilare le unghie, un semplice rito che permette al gatto anche di allenare i suoi muscoli, tirandoli e stirandoli. 

 

Il tiragraffi è come un albero

È possibile far continuare a divertire il nostro gatto scegliendo gli accessori giusti e trasformare l’appartamento in cui vive in uno spazio ludico senza rovinare i mobili di casa. Tra gli accessori in commercio il tiragraffi permette al felino di limare le unghie e arrampicarsi. Ne esistono diversi modelli in legno naturale, cartone, sisal o materiali naturali.
Il tiragraffi per i gatti simula in generale il ruolo dell’albero, il felino ama le altezze e gli spostamenti verticali e si inerpica spesso sui tronchi anche per limarsi le unghie.
Nello scegliere il tiragraffi è importante considerare l’altezza: l’accessorio deve infatti permettere al gatto di allungarsi completamente sia con le zampe anteriori che con quelle posteriori e in generale dovrebbe essere almeno 10 cm più alto del gatto disteso. 

 

I criteri per scegliere il tiragraffi

Esistono diverse tipologie in commercio, come quelli proposti da http://www.isoladeitesori.it.
Da bravi padroni dobbiamo essere anche bravi osservatori, prima di scegliere il tiragraffi giusto occorre capire quali sono gli oggetti del nostro appartamento che attirano la sua l’attenzione e soprattutto in quali stanze si trovano, in questo modo possiamo posizionare l’oggetto nell’ambiente casalingo più idoneo.
Anche nella scelta del materiale è utile osservare le abitudini del gatto, se ama distendersi e grattare il tappeto è consigliabile ad esempio un tiragraffi rivestito di moquette.
È possibile personalizzare questo oggetto anche con altri accessori come palline e giochi che possono attirare la sua attenzione posizionandoli con un filo nella parte più alta del tiragraffi, in questo modo il gatto cercherà di raggiungerli.
Il tiragraffi mantiene il gatto sempre attivo, gli permette non solo di limare le unghie ma anche di allungare i muscoli, marcare il proprio territorio, arrampicarsi o restare in posizione rialzata. Questo accessorio è in grado di rispondere alle molteplici esigenze del felino e allo stesso tempo lo allena ad attività indispensabili per la sua salute.

È importante educare micio all’uso del tiragraffi tuttavia non perdiamo la pazienza se non apprende velocemente ma rispettiamo i suoi tempi trasformando la conoscenza di questo nuovo oggetto in un momento divertente.
I gattini dovrebbero prima abituarsi all’uso di un tiragraffi di piccole dimensioni, per i gatti più grandi invece si può optare per uno con una base pesante e colonne più robuste.
La diversità di oggetti presenti sul mercato permette inoltre di adattare il tiragraffi anche alle esigenze della nostra casa, da semplice oggetto per il nostro animale può anche trasformarsi in un accessorio in grado di arredare con gusto uno dei nostri ambienti.

 

Alternative al tiragraffi

In alternativa al tiragraffi esistono molti prodotti utili per affilare gli artigli come le tavolette tiragraffi o i tappetini che possono anche essere affissi al muro in modo da poter permettere al gatto di stiracchiarsi. Si tratta di soluzioni alternative che occupano meno spazio ma che ben si adattano alle esigenze del nostro felino.

 

Libri consigliati

  • Gattology

    Chi possiede un felino lo sa: il gatto, più che un animale da compagnia, è una vera e propria filosofia di vita.
  • Trilli. Riflessioni di una gatta in degenza

    Il libro racconta la storia di una micia, di nome Trilli, ricoverata in degenza nel mio ambulatorio per diverse settimane poiché aveva subìto un brutto incidente.
  • L'alfabeto del gatto

    Parliamo lingue diverse, ma non è detto che non ci possiamo comprendere.
  • Gatti

    Dopo un'introduzione storica, dall'evoluzione del gatto alla sua rappresentazione nella cultura e nell'immaginario collettivo umano, la guida si divide in singole schede, ciascuna dedicata
 

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Buon giorno,
lavoro in un ufficio pubblico inserito in un contesto di ampi spazi. Da quasi quattro anni c'è una gattina benvoluta da tutti a cui diamo da mangiare.
L'abbiamo fatta sterilizzare appena prima che andasse in calore per evitare la nascita di una colonia :)
da oltre un anno mi aspetta all'ingresso e sale con me nel mio ufficio, mangia e si accoccola per riposare in una delle poltrone.
E lì resta sino all'ora di pranzo quando fa capire di voler scendere in cortile, dove rimane girando per gli spazi aperti dell'edificio, circa un ettaro e mezzo.
Poi torna resta ancora un po' e verso le 16, quando chiudo l'ufficio, scende o la faccio scender giù e ci si rivede la mattina dopo.
Il sabato, domenica e festivi l'ufficio è chiuso e lei, una brava cacciatrice, si deve arrangiare.
Lo stabile confina con la campagna.
Le ho tolto due zecche dal collo un mesetto fa.
Sta bene, l'ho svermata da poco con il Drontal essendomi accorto della presenza di vermi bianchi nelle feci.
Da quel momento sale sulla mia scrivania, come adesso, e si addormenta a dieci cm da me, come se avesse capito che quella pastiglia era stata data per il suo bene.
Arrivo alla domanda: ho tre figli di 17 14 e 11 anni femmina maschio femmina e l'ultima, che ha una sindrome di Asperger con tratti depressivi, ci sta chiedendo con insistenza un gatto.
Chi la segue si è espresso in modo favorevole anche in un'ottica di pet terapy (ma non per strumentalizzare la micetta).
Per noi, come famiglia e come genitori sarebbe la prima volta di un animale in casa.
Ho consultato un paio di amiche che posseggono gatti e mi hanno dato pareri contrastanti.
Vi chiedo, secondo voi la gattina se la prendo e la porto a casa (appartamento ampio 180 mq al 5 e ultimo piano) soffrirebbe perché le mancherebbe la dimensione degli spazi ora a disposizione qui dove è cresciuta, anche a fronte di amore e comodità di vita?
Cosa mi potete suggerire in materia?
Aspetto con attenzione la vostra risposta, ho pianificato l'eventuale adozione per il 12 aprile sera, coincidente con una decina di giorni di mie ferie, perché io lavoro a 200 km da casa e ne resto assente dalla domenica sera o lunedì pomeriggio, sino al venerdì pomeriggio successivo, onde cercare di non straniare più del dovuto la micia, che mentre ora io digito questa mia lettera ronfa ad un cm dalla mia tastiera, inserendola in un ambiente nuovo e con quattro facce per lei sconosciute.
Dovrebbe viaggiare col trasportino in treno, 3 ore e 30 di viaggio.
Vi ringrazio anticipatamente e aspetto la mail di risposta.
Fabrizio

Guarda Fabrizio, posso solo dirti che ogni gatto è diverso veramente dall'altro ed è piuttosto difficile prevederne il comportamento, anche se alcuni segnali li danno. Io personalmente ho adottato (o meglio si è fatta adottare) un gatta che viveva nei boschi intorno alla mia casa in montagna (900 mt)...aveva già un anno e mezzo...ora vive in appartamento in città con noi ed è super felice! Impossibile ormai trasportarla in macchina e ama godersi il divano o la cuccetta al sole sul balcone...è amorevole e non fa danni...credo non tornerebbe mai più nei boschi! Per quanto riguarda il rapporto con tuo figlio non posso assolutamente pronunciarmi.
Direi che comunque il buongiorno si vede dal mattino...se ha capito che le avete fatto del bene vuol dire che è intelligente! :-) Sul viaggio posso dirti che la mia soffre tanto nel trasportino, fa pipì, cacca e piange! Più come reazione emotiva che per mal d'auto. Ho provato con spray tranquillizzanti, ma fanno ben poco! Se fosse possibile comunque sarebbe meglio come primo viaggio portarla in macchina, perché se farà i suoi bisogni come reazione allo stress, in treno la vedo brutta ahimè!!!
Facci sapere! ^.^
Federica