Consigli per educare correttamente il gatto e per addestrarlo

Innazitutto occorre domandarsi perché si voglia educare un gatto, animale in genere poco incline all’addestramento.
Un gatto addestrato è più facile da curare e da gestire. I comandi di base consistono nell’abituarlo al richiamo e nell’insegnargli a sedersi.
Non è difficile quanto può sembrare. Non bisogna scoraggiarsi se ai primi tentativi il gatto si sdraia per terra come fosse uno “straccio”. Capita piuttosto di frequente, è una reazione normale.

 

Come educare e addestrare il gatto

Non è facile addestrare un gatto perché ci vuole molta pazienza, soprattutto se il gatto è adulto. 
Per educare i gatti si devono applicare alcuni meccanismi di ricompensa ma non sempre sono sufficienti per far sì che il gatto risponda ai comandi.

Il cibo come premio

Sembrerà strano, ma i gatti amano imparare e possono quindi essere educati a compiere azioni a comando.
L’addestramento si basa sulla ricompensa, mai sulla disciplina! I felini non rispondono alle punizioni ma solo ai premi sotto forma di cibo.
Senza neanche rendersene conto il gatto risponde già ad un nostro comando in modo inconsapevole, quando corre subito in cucina dopo aver sentito il rumore della scatoletta che si apre. Si tratta di un comportamento indotto: il gatto ha imparato ad associare a quel tipo di suono un premio in cibo.
Il gatto è un cacciatore paziente, sa aspettare anche diverse ore, prima di conquistare la sua preda.
Su questo stesso principio si basa l’addestramento. La tenacia è essenziale e i croccantini sono spesso il premio più gradito.
È importante utilizzare dei croccantini che il gatto apprezza particolarmente, dagli odori forti, tipo gamberi disidratati o pezzetti di pollo.

Consigli generali per addestrare il gatto

  • Sembra che i gatti vivaci a pelo corto imparino più velocemente di quelli a pelo lungo.
    I micini invece non sono concentrati e si distraggono con troppa facilità, quindi può essere difficile addestrare un gattino cucciolo.
  • Si può iniziare ad addestrare il gatto dai quattro mesi in poi.
  • Ogni giorno si possono dedicare un paio di minuti all’addestramento, cinque minuti sarebbero già eccessivi.
    Occorre partire dalla considerazione che il gatto si esibisce soltanto se ne ha voglia.
  • Per facilitare il suo addestramento bisogna partire da aspettative prime di tutto realistiche. Non si può pretendere troppo.
  • Il gatto va allenato quando ha fame altrimenti la ricompensa di cibo non sarà uno stimolo produttivo.
  • È importante scegliere un posto adeguato da dedicare alla sessione di addestramento, che deve essere possibilmente una zona tranquilla e senza distrazioni.
    Ricordarsi sempre che è il gatto a decidere quando smettere. Se è stanco o disinteressato ogni azione sarà inutile e sarà meglio smettere.
     

Cosa insegnare al gatto

Insegnargli a battere il cinque!

Si può utilizzare un giochino di quelli fatti a bacchetta mettendo ad esempio una piuma sull’estremità.
Con un gioco di questo tipo si può cercare di insegnare al gatto a colpire la nostra mano con la zampa.
Ogni volta che che ci si avvicina con la bacchetta e il gatto alza la zampa per toccarla si deve dire “Bravo, qua la zampa!” e ricompensarlo con un bocconcino.
Pian piano poi si deve sostituire il giochino con la propria mano avvicinando il palmo e incoraggiandolo con le parole e solo dopo con il cibo.

Come insegnare al gatto a sedersi

Insegnare al gatto a sedersi dopo che è venuto da noi in risposta al suo nome è il primo passo da fare prima di ogni successivo tentativo di addestramento.
Un gatto affamato di solito risponde a questo addestramento dopo una decina di tentativi.
Si deve sempre concludere la sessione con un “Bravo!” per indicare che il lavoro è concluso e ricompensarlo quindi con il cibo.
La sessione successiva sarà da fare prima del pasto successivo. Si deve posizionare il gatto a digiuno sul tavolo. Se si siede spontaneamente dargli un colpetto sul sedere e lo solleverà di istinto. Tenere un bocconcino a 3 cm dal suo naso per attirare la sua attenzione.
È bene assicurarsi che il cibo non sia mai più lontano di un palmo dalla testa del gatto, altrimenti si alzerà sulle gambe posteriori per cercare di afferrarlo.
Se il gatto segue il percorso del bocconcino con gli occhi comincerà a sedersi. A questo punto dire il suo nome e “seduto”. Quando si siede ripetere il suo nome e dirgli  “Bravo, seduto!”, quindi premiarlo con il bocconcino. Con un po’ di esercizio alzare la mano al di sopra della testa del gatto diventerà il segnale per “seduto”.

Come insegnare al gatto a rispondere al suo nome

È importante educare il gatto a venire da noi a comando, soprattutto per i gatti che vivono in semilibertà.
Con il gatto a digiuno bisogna tenere in mano uno dei suoi bocconcini preferiti e chiamarlo con il suo nome.
Quando si avvicina bisogna fare un passo indietro e dire “Vieni!” e poi dargli il cibo.
Continuare a ripetere l’esercizio aumentando la distanza finché il gatto viene da noi da una stanza all’altra.
Alla fine il premio in cibo si può eliminare e la parole “Vieni!” basterà per indurre il micio a correre.

Insegnargli a miagolare a comando

Insegnare il gatto a miagolare a comando è un addestramento utile per i gatti che vivono in semilibertà e che quindi corrono il  rischio di perdersi.
I gatti riconoscono le voci umane, così può essere più facile trovare un gatto smarrito che risponde miagolando.
Dopo che il gatto ha imparato a rispondere al richiamo del suo nome, gli si deve far vedere e annusare il cibo senza darglielo.
Aspettare poi finché il gatto miagola e quando lo fa si deve dire il suo nome e dargli il premio.
Negli allenamenti successivi si deve rinforzare questa risposta dando il bocconcino solo a intermittenza.
Via via che le sessioni aumentano e il gatto impara si può eliminare la ricompensa finché il gatto miagola ogni volta che si dice il suo nome.

 

Come insegnare al gatto a non graffiare

Gatto che graffia

Partendo dal presupposto che graffiare è normale per un gatto perché serve a marcare il territorio oltre che affilarsi le unghie, si può cercare di insegnare al gatto a reindirizzare questo gesto verso oggetti predisposti che non siano i mobili o il divano di casa.

L’uso del tiragraffi

È importante avere un tiragraffi a disposizione che può indurre il gatto a utilizzarlo per farsi le unghie.
Si possono predisporre spazi verticali dedicati a questa azione visto che i gatti amano le superfici verticali da graffiare.
Inizialmente mettere i tiragraffi in più spazi della casa e soprattutto accanto ai mobili che sembra prediligere.
Se all’inizio il gatto è riluttante, si consiglia di sfregare il tiragraffi con l’erba gatta o attaccargli uno dei suoi giochini preferiti. Vedi Cos'è il tiragraffi.

Metodi per non far graffiare i mobili al gatto

Qualora non si riesca ad educare il gatto all’uso del tiragraffi si possono usare dei deterrenti per impedire che continui a fare danni ai mobili.

  • Si può attaccare del nastro bioadesivo sulle superfici dei mobili che si vogliono salvare. I gatti non amano la sensazione dell’appiccicoso.
  • Un altro metodo è quello di usare un allarme ad infrarossi portatile che al passaggio emette un suono in genere sgradevole.  
  • Un’altra alternativa per non farlo graffiare può essere quella di coprire i mobili o il divano con della plastica irregolare così che il gatto faccia più fatica.
  • Si può pulire la zona graffiata con del detergente biologico o alcool chirurgico di cui i gatti odiano l’odore.
  • Si possono scoraggiare i gatti più indisciplinati usando uno spruzzino ad acqua per fermarlo quando sale sul tavolo mentre si sta mangiando, mirando al sedere, mai al muso. Il gatto dovrebbe imparare il messaggio.
 

Come portare il gatto al guinzaglio

Gatto al guinzaglio

Educare e abituare il gatto a camminare legato ad un guinzaglio è un buon sistema per portarlo fuori in sicurezza, soprattutto per i gatti che in genere stanno in casa o per i cuccioli per fargli conoscere l’ambiente e la strada di casa.
Prima di insegnare al gatto l'uso del guinzaglio, si deve comprare una imbracatura e non un collare, perché molti gatti sono in grado di toglierselo.
Alcuni gatti sono più facili da addestrare, soprattutto i micini, mentre con un gatto adulto sarà un po’ più difficile, ma non impossibile.
I gatti non stanno affiancati al padrone come i cani, ma se ben addestrati possono seguire la nostra guida.
Questo addestramento richiede pazienza e tempo, ci potrebbe volere anche qualche settimana.
Si deve usare un imbracatura morbida e leggera, che va legata non troppo stretta per non comprimere il torace del gatto.
Lasciarla indosso per brevi periodi e poi per un paio di giorni così che si abitui, premiandolo sempre con lodi e cibo.
Quando il gatto si è abituato all’imbracatura si può agganciare il guinzaglio permettendogli di trascinarlo in giro per un po’ di minuti ogni giorno, lodandolo se si comporta bene. Quando si nota che è a suo agio allora si può prendere il guinzaglio e farsi condurre in giro per casa.
Dopo un po’ di pratica in casa si può uscire. Sarebbe meglio al mattino presto e in un posto tranquillo.
Sarà inizialmente il gatto a portarci in giro. I gatti hanno bisogno di fermarsi per osservare e annusare.
Spesso si bloccano in attesa di decidere quale direzione prendere.
Quando è soddisfatto si può fare qualche passo davanti a lui invitandolo a seguirci usando un bocconcino e l’esortazione “Vieni!”.
Vedi anche Guinzagli e collari per gatti.

 

Metodi deterrenti di educazione

Ci possono essere metodi per educare i gatti che sono più che altro deterrenti.
Il gatto associa un’azione non gradita al suo comportamento e quindi dovrebbe evitare di ripeterlo in futuro.
In genere questi metodi possono funzionare per insegnargli a non graffiare o a non salire sul tavolo.
Ad esempio si possono scoraggiare i gatti più indisciplinati usando uno spruzzino ad acqua per fermarlo quando sale sul tavolo mentre si sta mangiando, mirando al sedere, mai al muso. Il gatto dovrebbe imparare il messaggio.
Un altro metodo deterrente che può aiutare nell’educare i gatti è quello di usare del nastro bioadesivo per ricoprire zone che non si voglia siano da lui raggiunte, come i piani della cucina o il divano. Il gatto non ama la sensazione dell’appiccicoso quindi potrebbe non salirci più.

 

Libri consigliati

  • La gatta che amava le acciughe

    Quando i gatti finiscono in prima pagina, di solito sono protagonisti delle avventure più incredibili.
  • La filosofia del gatto

    Si legge di gatti se li si ama.
  • La magia del gatto

    Tra tutti gli animali domestici il gatto è certamente quello più affascinante, ma anche quello nei cui confronti esistono più pregiudizi.
  • Il gatto. Se lo conosci lo educhi

    Alice Ki accompagna il lettore alla scoperta di quest'essere dall'irresistibile personalità, coinvolgendolo in un percorso "iniziatico" con una profusione di consigli e considerazioni dettate dalla
 

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Più di una persona che conosco mi ha detto di aver addestrato il gatto a schiaffi.
Mi spiego meglio: dopo il compimento del primo anno, ogni volta che il gatto si comportava male o semplicamente disubbidiva veniva tenuto fermo e poi volavano schiaffi sul sedere e sulla nuca. Mai sul muso, mai forti da fare veramente male, ma da farglieli sentire come si deve. Nel caso il gatto facesse bisogni ( sia urina che feci ) fuori dalla sua cassetta, veniva preso e gli veniva infilato il muso negli escrementi.

Adesso, io vorrei ben sottolineare che sono un animalista convinto e secondo me metodi del genere non solo sono vergognosi ma sono da denuncia.

La questione è che, dopo ovviamente essersi presi tutti i miei insulti, tutte queste persone mi hanno assicurato che il metodo FUNZIONA! Uno che ti dice così può vaneggiare, ma tante persone no. C’è del vero.

Passati i primi tempi, nei quali l’animale è terrorizzato e prova diffidenza verso il padrone, il gatto torna normale ed affettuoso e basta poi solo fare il gesto di alzare anche solo una mano per farsi ubbidire.

Io non farei mai una cosa del genere, ma mi chiedo: perché visto che il metodo sculacciate funziona nessuno ne parla, anzi lo negano? Perché per i cani va bene dire di dargli qualche sculacciata e per i gatti no? Razzismo?

"caro" anselmo, sento puzza di troll (it.wikipedia.org/wiki/Troll) lontano un miglio... sbaglio?

Ciao, scusate se rispondo solo ora. No, sorry, non sono un troll, altrimenti avrei scritto chissà cosa comunque e non avrei premesso che cose del genere le condanno. Sono incappato in questa pagina perchè volevo trovare dei riscontri sulla rete a quanto riscontrato dall'esperienza reale di persone che conosco. Il problema è che non si scrive mai ufficialmente che usare le mani, anche se in modo soft, può essere un metodo di educazione. Il fatto è che però è vero. Genitori, nonni etc hanno educato i figli a sculaccioni per millenni ed andava bene. Poi sono arrivati i talk show ed i benpensanti ed ecco che se adesso dai uno schiaffo a tuo figlio perchè ti ha detto letteralmente che sei uno stronzo, non si può!!! E' diseducativo!! Non si fa!! Ed infatti il mondo sta andando a rotoli, ma le colpe sono sempre di qualcun altro... L'esempio era solo per sottolineare che se ad un gatto dai uno schiaffo e quello poi ti obbedisce, allora il metodo va contemplato ed elencato. Non censurato a prescindere a causa di chissà quale stupida morale.... concludo confermando nuovamente di non essere un troll e personalmente di condannare la violenza sugli animali. Questa però è un opinione MIA, e quando discuto, io discuto a 360°, anche di cose di pensiero opposto al mio.

Penso che un buffetti sul naso o la presa sulla collottola come mamma gatto dicendo "no" siano più che sufficienti.
Quelli da te elencati sono metodi fortemente sconsigliati.
La violenza non è mai un metodo di insegnamento valido, insegnare con la violenza educa alla violenza.
Il mio gattino Non lo educhero' così è nemmeno i miei figli

Buonasera, vi scrivo nel pieno della crisi. È mezzanotte, vorrei andare a dormire ma il mio gattino di quasi 4 mesi non me lo permette, perchè appena vado in camera (dove lui non puó rigorosamente entrare perchè io sono leggermente allergica al micio quindi voglio una stanza "neutra") lui arriva alla porta e piange come un disperato finchè non mi rialzo e torno da lui. Questa situazione mi sta esasperando a tal punto da volerlo dare via. Avete dei consigli da darmi, che non siano di prendere un'altro micio per fargli compagnia oppure di farlo entrare in camera? Questo comportamento crescendo cambierà? Questa situazione mi sta davvero ledendo la qualità di vita.

Ciao Elinor!
Certo che cambierà! È un cucciolo che fa i capricci proprio come i bambini. Siamo noi a dare delle regole e con i gatti funziona il meccanismo che se un'azione genera una reazione il comportamento sarà sempre ripetuto, perché miagolando e tu uscendo dalla camera gli mandi il messaggio che "miagolio = viene da me".
È semplice sai, ci vuole pazienza e fermezza. Tieni duro non uscire dalla camera, metti la testa sotto al cuscino ma non uscire. Vedrai che pian piano mollerà il colpo. Facci sapere

buongiorno, vorrei tanto avere un gattino che mi dimostri il suo affetto e viceversa, cio che mi trattiene è la paura degli escrementi , sono una schizzinosa, devo cercare di evitare questo progetto o posso superarlo con il vostro aiuto? Mi pongo questo quesito prima di "farlo nascere" onde evitargli sgradite avventure future, tipo quello ad esempio di farlo diventare randagio. Premetto che ho due bei balconi anche se la casa non è grandissima.
Vi ringrazio tanto del vostro aiuto , cari saluti.

Ciao Fulvia.
Non temere, troverai il micino adatto a te. Sul sito ci sono tante utili e pratiche informazioni che ti potranno essere di aiuto. Ricorda però sempre che ogni gatto ha il suo carattere, quindi non aspettarti un animaletto di stoffa...I gatti, come tutti gli animali, sono esseri che richiedono attenzioni e responsabilità. Nel momento in cui lo porti a casa sei tu a doverti occupare di lui, anche se non dovesse essere proprio come lo immagini tu. Se solo hai un dubbio, lascia perdere.

buongiorno, vorrei chiedervi consiglio su un problema legato alla mia gatta che ha un anno appena compiuto.
E' un british shorthair ... il problema è che spesso ha l'abitudine di fare la pipi fuori dalla vaschetta, spesso la fa sul divano e sul letto (per questo motivo devo sempre tenere chiuse le porte delle camere da letto). ho sempre pensato che i gatti fossero animali puliti che non sporcassero in giro. Come faccio a fargli perdere questo vizio? premetto che non è sterilizzata perché vorrei fargli fare una cucciolata. Grazie

Buonasera, vorrei chiedere un parere a voi tutti. Ho un gattino di soli 3 mesi che però resta solo per tutto il giorno. La mia casa è davvero molto piccola e senza balconi o accesso alle finestre. Per quanto io abbia acquistato palline e tiragraffi temo che possa essere un micio infelice. Quando la mia giornata di lavoro termina, torno direttamente a casa per far compagnia al piccolo, ma ho completamente abbandonato tutti i miei hobby, inoltre anche a casa lui vuole per sé tutte le attenzioni non lasciandomi fare altro, neanche a casa, se non giocare con lui.. e dalle 18,30 fino alle 23,30 diventa un pochino pesante . Non so davvero cosa fare... il veterinario mi dice di non peoccuparmi, che devo riprendere la vita normalmente e lasciare che si abitui a star solo.(praticamente tutto il giorno) e che i gatti non soffrono in una situazione come quella che ho descritto, ma io non riesco a liberarmi del senso di colpa... che vita è questa x un micio, chiuso in quattro mura, da solo, con una sola persona un paio di ore la sera? Dovrei cercare una sistemazione più adatta?

Io ho un gatto di un anno, quando l'ho preso aveva 2 mesi, abito in un appartamento con giardino quindi il gatto esce, è autonomo, entra dalla finestra che c'è la zanzariera, da piccolino era la sua gioia attaccarsi, ma con dei no secchi a volte anche urlati ha smesso di attaccarsi, adesso se la zanzariera è chiusa quando vuole entrare miagola, questo in estate con le finestre aperte, con le finestre chiuse e la zanzariera su, si attacca alla cordicina della zanzariera sbattendo il pezzettino di plastica sul vetro facendo rumore. Poi qualche sculacciata se serve.

Salve a tutti ho un gattino di 3 mesi che spesso inizia a mordermi mani e braccia e non riesco a farlo smettere, ho provato a prenderlo per la collottola e sgridarlo e ad allontanarlo ma nulla, per ora l’unico modo è metterlo in “castigo” nel bagno per 20/30 minuti.
Voi per caso avete qualche rimedio? Grazie mille