Alcuni naturalisti inglesi hanno iniziato negli anni Ottanta a considerare il gatto come una delle cause maggiori per l’impoverimento della biodiversità del territorio a causa della loro natura predatoria.
Il gatto è un animale cacciatore, a volte purtroppo a discapito di altre specie animali, di cui alcune in via di estinzione.

Da uno studio del 2003

In Inghilterra nel 2003 è stato condotto uno studio dalla Mammal Society per analizzare le conseguenza dell'attività predatoria felina nell'habitat circostante.
Gli studiosi, guidati dal professor M. Wood hanno seguito il comportamento di 986 gatti domestici dall'inizio della primavera alla fine dell'estate. I gatti presi a campione da diverse famiglie inglesi sono stati osservati in situazioni abitative differenti, dalle fattorie agli appartamenti. I proprietari avevano il compito di segnare ogni qualvolta il gatto portava a casa un animale da lui cacciato e il momento e il luogo in cui il fatto era avvenuto, se di giorno, di notte, in giardino... Lo studio ha evidenziato che i 986 gatti hanno portato a casa ben 14.370 animali, (il 69% mammiferi, il 24% uccelli, il 4% anfibi, 1% rettili e il restante 2% pesci e insetti). In complesso almeno 44 specie di uccelli sono state uccise, come passeri, merli, cinciallegre, storni e pettirossi, 20 speci di mammiferi, 3 di rettili e 3 di anfibi. I mammiferi maggiormente cacciati dai gatti erano lepri, criceti, pipistrelli, ermellini, donnole, ghiri, scoiattoli, topi, conigli; mentre fra i rettili e gli anfibi vittime dei gatti: rospi, rane, tritoni, orbettini, lucertole, bisce d'acqua.

La conclusione, un po' amara, di questo studio è che i gatti sono i maggiori predatori di Inghilterra e mettono a rischio la biodiversità del territorio, ma comunque non sono in grado di estinguere alcuna specie animale.

 

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Ottimo articolo! Molto interessante, bravi!

Grazie! È utile e stimolante ricevere complimenti  :-)

Grazie Vik :-)

Federica