I gatti domestici da dove derivano? Quali sono le origini del gatto?

Prima di diventare domestico il gatto ha pagato la sua indipendenza con la fame, gli stenti, vedendosela con il freddo senza mai scendere a compromessi per insediarsi in una caverna fin dall'epoca preistorica. La sua indipendenza e libertà valevano di più. Quando ha per propria volontà raggiunto i luoghi popolati dagli esseri umani ne è entrato a testa alta, con gli onori addirittura riservati agli dei. Addomesticato dopo il cane e il cavallo non è possibile stabilire l’epoca storica in cui è avvenuto il passaggio dal gatto allo stato selvatico al gatto allo stato domestico.

 

L'evoluzione del gatto

50 milioni di anni fa

Cinquanta milioni di anni fa viveva un animale selvatico dal corpo allungato e dalle zampe corte denominato dalla scienza “Miacis”. Questa specie era l’antenato del gatto, del cane e dell’orso. Da una ramificazione di questa famiglia, oggi estinta, si è sviluppato il genere Felis al quale appartiene il gatto. Dal gruppo di questi Felidi e con la conseguente sua evoluzione si è sviluppato un felino chiamato Dinictis, un autentico gatto simile a quello moderno, ma di proporzioni più grandi, dalla forte dentatura e dal cervello non molto sviluppato. Attraverso lo studio di alcuni reperti si fa risalire la comparsa del Gatto Dinictis in alcune aree della terra a circa 10 milioni di anni fa, ancor prima dunque dell’apparazione dell’uomo, del cane, del cavallo, del bue, del maiale. Quando però questi animali iniziarono a far parte della vita dell’uomo nella preistoria, del gatto non si percepiva ancora la presenza. Il gatto continuava ad evolversi autonomamente, in modo indipendente senza lasciarsi schiavizzare. Nel momento in cui nel corso dei secoli il gatto si è avvicinato all’uomo lo ha fatto ad alto livello da “signore di corte”.

25 milioni di anni fa

Compare lo Smilodon detto anche "gatto con i denti a sciabola", animale considerato antenato del gatto anche se somigliante di più ad una tigre che ad un gatto per la sua lunghezza superiore anche al metro. In Nord America furono trovati molti scheletri di Smilodon, esemplare di mammifero con denti grossi e cervello piccolo, diretto discendente dell’evoluzione dei Titanotheres, mammiferi del primo Cenozoico.

18 milioni di anni fa

Lo Smilodon si evolse in Pseudailurus, molto più simile nell’aspetto al gatto dal quale derivò poi il primo animale moderno del genere Felis da cui discendono tutti i gatti: l'Acinonyx.

10 milioni di anni fa

Nelle foreste iniziarono a vedersi felini come il leone, le tigri ed i leopardi mentre tra i primi gatti moderni comparve il Martelli, oggi estinto, e il gatto di Pallas, esemplari con un corpo simile a quello degli attuali gatti con un cervello grande.

Tra i 900.000 ed i 600.000 anni fa

Nelle foreste c’era il Felis Silvestris, gatto selvatico europeo, dal carattere riservato e selvatico. Con le glaciazioni si spinse verso le regioni più interne diminuendo le sue dimensioni. Con il ritirarsi dei ghiacci questo gatto rimase isolato nei vari continenti. In Africa diventò Gatto del Deserto e Gatto Selvatico Africano, in Asia Gatto del Deserto Cinese e Gatto della Giungla. Mentre il gatto selvatico Europeo rimase a debita distanza dall’uomo, il gatto selvatico africano, Felis Lybica, iniziò ad avvicinarsi anche ai centri abitati, ragion per cui si pensa sia il gatto selvatico africano, originario della valle del Nilo, il progenitore dell’attuale gatto domestico.

 

Origine del gatto domestico

Il gatto domestico ha origini africane ed è autorevole membro dei Felidi, probabile risultato dell’incrocio tra il Felis Sylvestris e il Felis Lybica. Appartiene ai mammiferi, all’ordine dei carnivori, alla famiglia dei felini, al genere Felis, alla specie Felis catus. Quando si insediò nell’Egitto dei Faraoni il gatto aveva sulle spalle cinquanta milioni di anni di vita e di esperienza ma di tutta la famiglia dei Felidi è il solo rappresentante ad aver accettato di convivere con l’uomo. Per questo il nome scientifico del gatto è “Felis domestica”. Una volta che l’uomo ne ha capito l’utilità il gatto è diventato presenza importante nella società, soprattutto per la caccia ai topi, portatori di epidemie.

 

Dall’Antico Egitto ai giorni nostri

Bastet, divinità egizia

Nel 3000 a.C. questo antico animale intraprende il suo alto e dignitoso rapporto con l’uomo, facendosi persino divinizzare dagli antichi egizi. Gli antichi Egizi erano convinti che alcune divinità assumessero le sembianze del gatto e i grandi sacerdoti dal comportamento del gatto traessero messaggi divini. Era il Felis Lybica, il primo esemplare non ancora del tutto civilizzato ma molto vicino ad esserlo. Gli fu attribuito un nome onomatopeico “Mau”. Nel III millennio a.C. nasce l’identità domestica del gatto. La dea Egizia chiamata Bastet assume la testa di una affascinante e misteriosa gatta il cui sguardo turba ed incanta. Nel proseguire degli anni la dea egizia Bastet avrà anche arti e coda da gatto.

La sepoltura del gatto

Alla morte il gatto veniva sepolto con gli onori e le cerimonie dei funerali di stato. Esistevano in Egitto specifiche necropoli che accoglievano quasi 300 mila salme imbalsamate di gatti. Il Mau era così entrato a far parte della religione e delle tradizioni ma soprattutto si era conquistato un posto nel cuore delle famiglie egiziane. Anche le leggi faraoniche difendevano e controllavano l’esistenza del gatto tanto che chi ne uccideva un esemplare riceveva per condanna la pena capitale.

Dall’Egitto, alla Grecia, all’Europa, all’Asia

Tramite i contatti commerciali con gli Egizi il gatto fu conosciuto dai Greci. Allora in Europa i topi venivano combattuti dalle donnole e dalle puzzole, animali selvatici poco gradevoli. Quando si scoprirono le qualità del gatto, bello, domestico, pulito, inodore e ottimo cacciatore, in Grecia lo avvolsero con entusiasmo. Siccome gli Egizi non vendevano i gatti perché considerati divini, i Greci furono costretti a rubarne cinque o sei coppie per portarle in patria. Dopo qualche anno furono in grado di vendere gatti ai Romani, ai Galli, ai Britanni. Dall’Egitto così il gatto arrivò in tutta Europa e in Asia. In Giappone il gatto fu apprezzato per la sua bellezza e come simbolo di pace e fortuna. Anche gli Arabi ben presto iniziarono ad accogliere il gatto con stima e rispetto. Amato e divinizzato dagli Egizi, tenuto in alta considerazione estetica e spirituale in Asia, utilizzato e difeso in Europa, il gatto era tuttavia atteso da un periodo drammatico: il Medioevo. In questo periodo venne coinvolto in stragi e persecuzioni perché considerato simbolo del Demonio e delle streghe. Vedi Superstizioni e credenze popolari sui gatti.

Dopo il Medioevo

Nel 1800, superate le stragi del Medioevo, comincia il riscatto del gatto che torna ad essere un animale da compagnia, compagno dell’uomo e apprezzato per la sua bellezza e regalità tanto che ebbero inizio anche le prime esposizioni, la prima a Londra il nel 1871.

Vedi anche Il gatto Abissino.

 

I Felini in generale

Leone, tigre, leopardo delle nevi, lonza, giaguaro, ghepardo, pantera, puma, lince, lince rossa, caracal, servalo, gatto delle sabbie, gatto dorato d’Africa, gatto della giungla, gatto selvatico d’Africa, gatto selvatico d’Europa, ocelot, marguai, jaguarondi, gatto tigre, gatto delle Ande, gatto di monte, gatto della Pampas, gatto Manul, gatto dalla testa piatto, gatto baio, gatto marmorato, gatto dorato d’Asia, gatto cinese del deserto, gatto pescatore viverrino, gatto rugginoso, gatto del Bengala fanno tutti parte dei Felini. Le dimensioni di ognuno di questi felini sono molto diverse tra loro eppure la parentela risulta inconfondibile. Ciò che non è avvenuto per la famiglia canina i cui componenti non si assomigliano come il Barboncino con il Bull Dog, è riscontrabile invece nel gatto domestico. A qualsiasi razza esso appartenga, a pelo lungo o corto, è sempre inequivocabilmente un gatto.

 

Libri consigliati

  • Gattology

    Chi possiede un felino lo sa: il gatto, più che un animale da compagnia, è una vera e propria filosofia di vita.
  • Il mio gatto, io e il senso della vita

    "Il mio gatto ha una qualità particolare: è un gatto tigrato, carino da disegnare, un gatto che somiglia stranamente... be', a nessun altro gatto. Come tutti i gatti, è unico.
  • L'alfabeto del gatto

    Parliamo lingue diverse, ma non è detto che non ci possiamo comprendere.
  • Perché i gatti si fanno di erba e noi siamo pazzi di loro

    Perché i gatti "fanno la pasta"? Cosa comunicano con le fusa? È vero che amano la musica? E perché perdono la testa per l'erba gatta?
 

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Credo ci sia un po' di confusione nelle origini del gatto, poiché le "tigri dai denti a sciabola", prettamente nordamericane, non hanno parentela con i moderni Felidi, ma sono riunite assieme ad essi nel supergruppo Feliformes (come i viverridi, gli erpestidi ecc). Pseudailurus e Proailurus sono felidi ancestrali, non discendono dalle "tigri" di cui sopra, e l'Acinonyx è il Ghepardo- non un antenato del "gatto".
I Miacidi sono un gruppo di antichissimi carnivori da cui si suppone si siano originati più o meno tutti quelli attuali, per cui anche Canidi Ienidi ecc.
Insomma, la paleontologia non è una sienza esatta, nuovi ritrovamenti portano alla luce sempre nuove scoperte filogenetiche, ma converrebbe riaggiornare questa pagina in merito.

Ringraziamo per i suoi chiarimenti. Buona giornata.