Come avviene? Il gatto soffre? Essere presenti o no?

L’articolo 34 del codice deontologico dei veterinari afferma che: “L’eutanasia dell’animale è atto esclusivamente Medico Veterinario, rientra nell’etica professionale del Medico Veterinario e può essere effettuata al fine di evitare all’animale paziente sofferenza psico-fisica e/o dolore inaccettabili e nei casi consentiti dalla legge. È responsabilità professionale del Medico Veterinario garantire, quando si deve interrompere la vita di un animale, che ciò sia fatto con il maggior grado di rispetto possibile e con l’impegno a indurre la morte nella massima assenza di dolore e stress possibile.”

 

Quando ricorrere alla soppressione

Nella migliore delle ipotesi il gatto anziano muore in casa di vecchiaia, per cause naturali. Ma in altri casi occorre essere forti nell’affrontare una scelta drastica, quella della soppressione dal veterinario.
In medicina veterinaria, la "dolce morte" viene considerata come uccisione indolore di un animale affetto da una malattia grave, incurabile e che provoca sofferenza  al gatto stesso. Per gli animali non ci sono vincoli legislativi come per gli esseri umani e si pratica in modo attivo. Non sempre i proprietari di un gatto sanno prendere questa decisione, serve forza e determinazione, ma occorre scegliere la soppressione del gatto soltanto se è il veterinario a considerare questa ipotesi.
Il veterinario, dopo aver tentato ogni possibile cura se il gatto non guarisce e soffre consiglia al proprietario la soppressione come miglior scelta per un gatto anziano o malato nel rispetto della dignità della sua vita. Non sempre però l’eutanasia felina è collegata a gravi malattie o a lesioni.

Si può prendere in considerazione questa strada nel caso in cui il gatto anziano o gravemente malato abbia i seguenti comportamenti:

  • non riesce a muoversi o a stare in piedi
  • non riesce a mangiare o a bere
  • non respira bene e a sufficienza
  • è incontinente
  • ha dolori e sofferenze incurabili

È importante aver fiducia nel proprio veterinario perché solo così si affronta questa scelta nel modo più consapevole.

Una scelta difficile

Si tratta sempre e comunque di una scelta difficile e dolorosa, ma spesso inevitabile. Occorre innazitutto affidarsi ad un veterinario di fiducia che sappia indicare la strada corretta da seguire. A volte spinti da eccessivo amore e da un sano egoismo, si tende a voler a tutti i costi preservare la vita del proprio gatto a discapito però dell’animale stesso. Per questa ragione è la diagnosi del veterinario a chiarire cosa poter fare.  In altri casi può succedere il contrario. Ad esempio se un gatto è ammalato di tumore in vista di terapie chemioterapiche anche lunghe può essere lo stesso proprietario a suggerire al medico di sopprimere l’animale. A questo punto la scelta diventa etica e morale del veterinario nel rispetto del gatto che deve essere in grado di continuare a condurre una vita comunque dignitosa.

 

Cosa dice la legge

"Ogni uccisione deve essere effettuata con il minimo di sofferenze fisiche e morali in considerazione delle circostanze. Il metodo prescelto, tranne che nei casi di urgenza, deve:

  • sia indurre una perdita di coscienza immediata e successivamente la morte;
  • sia iniziare con la somministrazione di un'anestesia generale profonda seguita da un procedimento che arrechi la morte in maniera certa.

Cosa è vietato

È vietato l'uso di qualsiasi veleno o droga di cui non sia possibile controllare il dosaggio e l'applicazione in modo da ottenere gli effetti di cui sopra". Questo è quello che si dice nella Convenzione Europea (Strasburgo, 1987) degli animali da compagnia all'art. 11.

 

Come avviene la soppressione

Dopo aver preso questa triste decisione il veterinario fa firmare un modulo di consenso al proprietario del gatto. In alcuni casi si può scegliere se sopprimere il gatto a casa o presso l'ambulatorio medico, anche se in genere è sempre meglio procedere nello studio veterinario.

Assistere o no?

È il proprietario del gatto a scegliere se essere presente durante l’eutanasia oppure se salutare il proprio micio poco prima dell’intervento. C’è chi preferisce essere presente mentre il gatto muore per dargli conforto, ma nel caso in cui il proprietario sia troppo angosciato è meglio non essere presenti in quanto il gatto percependo questo stato potrebbe agitarsi di più.

Prova dolore?

In genere il veterinario somministra una dose letale di medicinale per via endovenosa non prima di aver sedato il gatto con un narcotico. Solo quando l’animale è totalmente sedato si procede iniettando il farmaco letale. Il gatto non si accorge di niente, non soffre e non sente alcun dolore. Lentamente perde coscienza fino a che il battito del cuore e il respiro cessano del tutto. In alcuni casi il micio emette un ultimo grande respiro e a morte avvenuta si potrebbero notare leggeri movimenti involontari dei muscoli. Gli occhi resteranno aperti. A decesso avvenuto i muscoli si rilassano completamente e potrebbe rilasciare feci o urina o mostrare addirittura i denti, reazioni del tutto involontarie.
Per il proprietario che ha deciso di assistere a questo momento la scena può essere forte ed inquietante. È bene quindi sapere a cosa si va incontro se si decide di essere presenti e di accompagnare il gatto nel suo ultimo viaggio.

 

Quanto costa sopprimere il gatto

Occorre considerare che le spese per l’eutanasia del gatto possono variare anche se in realtà si dovrebbe pagare la tassa obbigatoria per l’inceneritore, il costo del farmaco che il veterinario ha utilizzato ed eventualmente a discrezione del medico la visita ma comunque si tratta di cifre piuttosto basse che non superano i cinquanta euro.

 

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La mia micia che ho adottato circa 8 anni fa ha sempre avuto un infiammazione ad un orecchio, di cure gli facevo quello che riuscivo essendo stata selvatica e catturata da una associazione x animali in liberta', ora non ha piu equilibrio non mangia piu, la ho portata da un veterinario che mi ha detto che ha un timpano bucato e non si puo fare nulla, che sarebbe meglio farla smettere di soffrire, ma non ma la sentivo e sono andato da un altro veterinario, che le tiene la, la prima volta un mesa fa 9 giorni, poi la ho riportata casa, gli ha somministrato cortisone e antibiotico e ha ripreso mangiare e tanto, poi dopo questo mese ancora non ha iniziato non mangiare, la ho riportata stavolta 3 giorni, poi a casa ha ripreso ancora mangiare, ma e' molto magra, cammina tutta storta e non riesce salire sulle sedie, me la prendo su io nelle mie gambe e 4 ore di notte dorme li con me, volevo chiedere . ma un gatto si vede quando soffre?, e poi ogni volta che smette di mangiare andare dal veterinario che gli somministri farmaci perche lei reinizi mangiare ancora va bene? io la amo tanto e se fosse per me io la porterei sempre fargli dare questa carica perche' continui mangiare, ma mi porgo la domanda " Sto facendo bene o male? e se lei soffre tanto io non lo so. grazie . Enzo.

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