Perché si dice che porti sfortuna

Si dice che il gatto nero porti sfortuna! Guai se attraversa la strada, meglio cambiare direzione! Ma possibile che lo stesso gatto nero invece nei paesi anglosassoni porti fortuna e benessere?

 

Origine della superstizione

Spaventava i cavalli

Pare che la cattiva fama del gatto nero risalga ai tempi in cui si utilizzavano le carrozze. I gatti di notte attraversavano la strada rimanendo abbagliati dalla luce fioca della lampada della carrozza bloccandosi di colpo. Il cavallo vedendo soltanto i due occhi illuminati del gatto si spaventavano provocando incidenti. Da qui la credenza che il gatto nero sia indemoniato e considerato un animale satanico che spaventa persino i cavalli!

Sulle navi dei pirati

Secondo altri racconti popolari i gatti neri venivano utilizzati nelle stive delle navi dei pirati. Grazie al loro colore nero non si vedevano di notte al buio così la caccia ai topi poteva essere più fruttuosa. Quando le navi attraccavano alla terraferma i pirati scendevano per saccheggiare le città seguiti dai loro i gatti neri. La popolazione così quando scorgeva un gatto nero aveva il cattivo presagio dell’arrivo dei pirati e dell’imminente pericolo.

Simbolo di morte

Nel Medioevo il gatto veniva perseguitato insieme alle streghe. Considerato simbolo del maligno era il visto come il tramite del male, ancor di più se di colore nero, associato da sempre alla morte. Papa Gregorio IX nel 1233 scrisse che qualora si fossero visti gatti neri arrampicarsi sui muri dell’inferno sarebbe stato il giorno del giudizio universale.

 

Gatto nero portafortuna

Il gatto nero non è sempre però stato considerato simbolo di sfortuna. Nell’Antica Roma infatti il gatto nero era simbolo positivo di buon auspicio tanto che quando ne moriva uno veniva bruciato e le sue ceneri cosparse sui campi per eliminare le erbe infestanti e portare così un buon raccolto.

Nei paesi anglosassoni, soprattutto in Galles e Cornovaglia, il gatto nero ha la sua rivincita. Infatti si dice che porti fortuna soprattutto alle donne sole. Il gatto nero porta novità positive, nuove conoscenze e futuri matrimoni.

 

Curiosità

Felix the cat

Volevo un gatto nero

Nel 1969 allo Zecchino D’Oro viene cantata la canzoncina “Volevo un gatto nero”, diventata negli anni una celebre filastrocca, amata dai più piccini. Chi non conosce il ritornello: “Volevo un gatto nero, nero, nero, mi hai dato un gatto bianco ed io non ci sto più. Volevo un gatto nero, nero, nero, siccome sei un bugiardo con te non gioco più…”

Gatto Nero Day

L’Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente ha istituito ormai da dieci anni il Gatto Nero Day, il 17 Novembre, per proteggere i gatti neri perseguitati negli anni e sacrificati ancora oggi per stupide pratiche di stregonerie, soprattutto nella notte di Halloween. Ogni anno pare siano circa 30.000 i gatti neri uccisi.

Cartoni animati e fumetti

Nella fiaba di Cenerentola, e nelle versioni cinematografiche, c’è “Lucifero”, il gatto nero della matrigna cattiva di Cenerentola.
Nel 1919 viene creato da di Otto Messmer e Pat Sullivan Felix the Cat, il gatto nero dalle mille peripezie. Felix è il primo personaggio multimediale a diventare un divo, dal cinema muto in poi. In Italia sarà conosciuto grazie al Corriere dei Piccoli con il nome di Mio Mao intorno al 1923. Vedi anche I gatti dei cartoni animati e in Tv e I gatti nel cinema.

 

Gatti neri famosi

Brigitte Bardot col gatto nero

La bella Brigitte Bardot (foto a sinistra), James Dean, Marlon Brando, Frank Zappa, Patty Smith, Cher, Bob Dylan, sono solo alcuni tra i tanti personaggi famosi ad aver posseduto un gatto nero. Il cantante dei Beatles John Lennon aveva ben dieci gatti tra cui uno tutto nero chiamato Salt (Sale) e uno tutto bianco chiamato Pepper (Pepe). Vedi I gatti famosi nel cinema.

 

Libri consigliati

  • Il libro dei gatti tuttofare

    T. S: Eliot dipinge gli esseri umani, in questi ritratti bizzarri di gatti e caratteri gatteschi.
  • Gattology

    Chi possiede un felino lo sa: il gatto, più che un animale da compagnia, è una vera e propria filosofia di vita.
  • Il linguaggio del gatto

    Convivere con il gatto dà sempre notevoli gratificazioni: di natura affettuoso ma non invadente, cerca la compagnia del padrone pur mantenendo la propria indipendenza.
  • Kant il gatto

    La filosofia è una cosa troppo seria per essere presa davvero sul serio. L'autore di questo libro è un pigro, colto, saggio, grasso gatto, servito, riverito e adorato dalla sua Zitella.
 

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