Gatto Angora: carattere, prezzo e segreti del Turco

Come riconoscere un vero Angora Turco e non un “gatto angora” generico?
Un vero Angora Turco si riconosce dall’insieme di caratteristiche da standard (corpo slanciato ma muscoloso, zampe lunghe, testa a cuneo morbido, orecchie grandi, occhi molto espressivi, coda lunga e piumata) e soprattutto dalla tracciabilità: se parliamo di razza, dovrebbe essere accompagnato da pedigree e documentazione dell’allevamento. Il termine “angora” nel linguaggio comune spesso indica solo un mantello semilungo, ma non garantisce genealogia né tipicità di razza.
Il mantello dell’Angora Turco fa molti nodi oppure è più facile da gestire rispetto ad altri gatti a pelo lungo?
Di solito è più gestibile perché il pelo è setoso, fluido e spesso con sottopelo ridotto: tende quindi a “gonfiarsi” e infeltrirsi meno rispetto a razze con doppio pelo molto fitto. Questo non significa manutenzione zero: i nodi possono comparire nelle zone di frizione (dietro le orecchie, ascelle, inguine), soprattutto in muta. In genere funziona bene una spazzolatura 2–3 volte a settimana, aumentando la frequenza nei periodi di muta.
Angora Turco bianco con occhi blu o impari: aumenta davvero il rischio di sordità?
Può aumentare, soprattutto nei soggetti completamente bianchi con occhi azzurri o impari, ma non è una regola assoluta: non tutti gli Angora Turchi bianchi sono sordi. Se stai valutando un cucciolo (o un adulto) con questo fenotipo, è sensato chiedere all’allevatore informazioni specifiche e, se possibile, un test BAER, che verifica in modo oggettivo la funzionalità uditiva.
Carattere dell’Angora Turco: è davvero un gatto “quasi cane” e quanto è richiesto in termini di attenzioni?
Spesso viene definito “quasi cane” perché è molto presente, sociale e orientato all’interazione: tende a seguire la persona in casa, a partecipare alla routine e a comunicare in modo chiaro (anche vocalmente, in alcuni soggetti). Non è un gatto “decorativo”: se riceve pochi stimoli può annoiarsi e diventare insistente. In pratica, rende al massimo con gioco quotidiano, attività in verticale (tiragraffi alti, mensole) e un po’ di problem solving (puzzle feeder, training gentile).
Angora Turco o Turkish Van: quali sono le differenze più importanti da sapere prima di scegliere?
Sono razze diverse, anche se entrambe legate alla Turchia e spesso confuse. L’Angora Turco è definito da un tipo molto elegante e “aerodinamico”, con mantello semilungo setoso e coda molto piumata, oltre a un’espressione vivace e un temperamento attivo e sociale. Il Turkish Van è associato a selezioni e standard differenti (anche per pattern e impostazione generale). Se stai scegliendo, conviene guardare non solo il colore, ma proporzioni, tessitura del mantello e soprattutto il profilo caratteriale, perché l’Angora tende a essere estremamente interattivo e amante della verticalità.
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Angora Turco
Gatto Angora: tutto su carattere, cure e prezzo. Scopri le origini del Turco, le varianti di colore e perché è il felino ideale per la tua casa.

Origini e storia del gatto turco d’Angora

Quando parliamo del Gatto Angora, ci stiamo riferendo a una vera e propria leggenda vivente. Non è semplicemente una razza creata dall’uomo in tempi recenti per soddisfare canoni estetici, ma un animale con un passato antico e affascinante. Questo felino è considerato un tesoro nazionale nella sua terra d’origine, la Turchia, e vanta natali altrettanto remoti e prestigiosi di quelli del rinomato gatto Persiano, con cui la sua storia a volte si intreccia.

Il nome stesso, Angora, deriva dall’antica città di Ankara, la capitale turca. Si ritiene che il gatto turco d’Angora sia una razza naturale, sviluppatasi spontaneamente nelle regioni montuose dell’Anatolia. L’isolamento geografico e il clima rigido di quelle zone hanno giocato un ruolo fondamentale nell’evoluzione del suo pelo. Per sopravvivere agli inverni freddi e nevosi, questi gatti hanno sviluppato un pelo lungo, setoso e privo di sottopelo, una caratteristica che li rende unici ancora oggi nel vasto panorama del mantello dei gatti di razza.

Esistono diverse teorie sulla loro discendenza genetica. Alcuni studiosi ipotizzano che possano discendere dal Gatto di Pallas (Otocolobus manul), un piccolo felino selvatico dell’Asia centrale, per via della lunghezza del pelo. Tuttavia, studi genetici più moderni tendono a confermare che l’angora turco gatto derivi dal gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica), come la maggior parte dei gatti domestici, ma con una mutazione spontanea che ha generato il pelo lungo secoli fa.

Dalle corti dei sultani all’Europa moderna

L’arrivo del Gatto Angora in Europa è degno di un romanzo d’avventura. Le prime testimonianze scritte risalgono al XVII secolo. Fu l’esploratore italiano Pietro della Valle a “scoprire” questi gatti durante i suoi viaggi in Medio Oriente. Rimase talmente colpito dalla loro eleganza e dal loro carattere che decise di portarne alcuni esemplari in Italia nel 1620. Quasi contemporaneamente, il francese Nicolas-Claude Fabri de Peiresc ne importò alcuni in Francia.

In breve tempo, il gatto turco d’Angora divenne lo status symbol per eccellenza nelle corti europee. La nobiltà francese, in particolare, se ne innamorò perdutamente. Si narra che il Cardinale Richelieu ne possedesse diversi e che persino la regina Maria Antonietta avesse una predilezione per questi felini eleganti prima della Rivoluzione Francese. Possedere un Angora significava avere gusto, ricchezza e raffinatezza.

Durante l’epoca vittoriana, la popolarità della razza rimase alta, ma iniziò a subire la concorrenza di nuove razze che venivano sviluppate, in particolare quella che sarebbe diventata il suo “rivale” storico: il Persiano. Per un lungo periodo, il termine “Angora” veniva usato erroneamente per descrivere qualsiasi gatto a pelo lungo, creando una grande confusione che rischiò di far scomparire la linea di sangue pura.

Fortunatamente, il governo turco intervenne per salvare il suo patrimonio nazionale. Nel XX secolo, lo zoo di Ankara avviò un rigoroso programma di allevamento e conservazione per proteggere il Gatto Angora puro, concentrandosi in particolare sugli esemplari bianchi con occhi impari (uno blu e uno ambra), considerati i più pregiati. Ancora oggi, i gatti dello zoo di Ankara sono visti come lo standard di purezza della razza.

Le differenze storiche con il gatto Persiano

Molte persone confondono ancora oggi il Gatto Angora con il Persiano, ma storicamente e fisicamente sono due entità ben distinte. La confusione nasce perché, agli albori della catofilia, gli allevatori usarono massicciamente l’Angora per migliorare il mantello del Persiano, trasferendo il gene del pelo lungo. Questo incrocio indiscriminato portò quasi all’estinzione dell’Angora come razza a sé stante in Europa e America.

La differenza sostanziale risiede nella morfologia e nel tipo di pelo. Il Persiano è un gatto “cobby”: massiccio, con zampe corte, testa rotonda e un muso schiacciato (brachicefalo). Ha un sottopelo lanoso e abbondante che richiede cure quotidiane ossessive per evitare nodi.

Al contrario, il gatto turco d’Angora è l’atleta del mondo felino. Ha un corpo snello, muscoloso e slanciato. Le sue zampe sono lunghe e la testa ha una forma a cuneo, con un profilo dritto e orecchie grandi e appuntite. Soprattutto, l’Angora non ha il sottopelo lanoso del Persiano. Il suo pelo è setoso, aderente al corpo e molto più facile da gestire. Mentre il Persiano è placido e sedentario, l’Angora è attivo, curioso e sempre in movimento. Riconoscere queste differenze è fondamentale per chi cerca un compagno di vita, poiché offrono esperienze di convivenza diametralmente opposte.

Caratteristiche fisiche del Gatto Angora

L’aspetto del Gatto Angora è l’epitome dell’eleganza felina. Non è un gatto che passa inosservato. La prima cosa che colpisce è la sua grazia nei movimenti; quando cammina, sembra quasi danzare, con la coda portata alta e fiera. È un gatto di taglia media, con i maschi che possono pesare tra i 4 e i 5 kg, mentre le femmine sono generalmente più minute, attestandosi tra i 3 e i 4 kg.

La struttura ossea è fine ma non fragile. Sotto quel mantello fluttuante si nasconde una muscolatura tonica e reattiva. Le zampe posteriori sono leggermente più lunghe di quelle anteriori, una caratteristica che conferisce al gatto turco d’Angora una linea dorsale leggermente inclinata e una straordinaria capacità di salto. Non sorprendetevi di trovarlo sulla cima degli armadi o sulle porte: è un arrampicatore nato.

La testa è proporzionata, a forma di cuneo modificato, con contorni dolci. Il naso è di lunghezza media e, visto di profilo, non deve presentare lo “stop” marcato tipico di altre razze, ma una linea quasi dritta. Le orecchie sono grandi, larghe alla base, posizionate alte sulla testa e spesso dotate di ciuffi di pelo (chiamati “lynx tips”) che accentuano la loro espressione attenta e vigile.

Ma è la coda a essere il vero vanto di questa razza. Lunga, affusolata e riccamente fornita di pelo, viene spesso descritta come una piuma di struzzo. Quando il gatto è in movimento, la coda ondeggia orizzontalmente sopra il corpo, creando un effetto visivo spettacolare.

Il fascino del gatto Angora bianco e gli occhi impari

Nell’immaginario collettivo, quando si pensa a questa razza, si visualizza quasi sempre il gatto angora bianco. Per secoli, il bianco puro è stato l’unico colore accettato e riconosciuto, simbolo di purezza e nobiltà. In Turchia, il gatto bianco candido è ancora considerato il vero rappresentante della razza, specialmente se accompagnato da una caratteristica molto particolare: l’eterocromia.

Quando si analizzano la forma e colore degli occhi dei gatti di razza, lo sguardo del Gatto Angora spicca senza dubbio: gli occhi sono grandi, a forma di mandorla e leggermente obliqui, capaci di conferire un’espressione dolce ma penetrante. I colori possono variare dal blu intenso all’ambra, fino al verde. Tuttavia, la combinazione più ricercata e affascinante è quella degli “occhi impari” (odd-eyed): un occhio blu e uno ambra o verde.

Questa peculiarità genetica è molto frequente nel gatto angora bianco e ha contribuito a creare un’aura di misticismo attorno alla razza. Secondo la leggenda, persino il profeta Maometto aveva un gatto d’Angora con occhi di colore diverso. Va notato che, sebbene esteticamente meravigliosi, i gatti bianchi con occhi azzurri (o uno azzurro) hanno una maggiore predisposizione genetica alla sordità, un aspetto che tratteremo nella sezione dedicata alla salute. Nonostante ciò, il fascino del manto bianco neve che risplende alla luce rimane insuperabile per molti appassionati.

Oltre il candore: il gatto d’Angora nero e altri colori

Sebbene il bianco sia il colore iconico, limitare il Gatto Angora a questa sola tonalità sarebbe un errore. Dagli anni ’70 in poi, le associazioni feline hanno iniziato a riconoscere e apprezzare tutte le altre varianti di colore naturali della razza. Oggi, la varietà cromatica è vasta e sorprendente.

Uno degli esempi più spettacolari è il gatto d’Angora nero. Immaginate un mantello lucido come l’ebano, privo di qualsiasi macchia bianca o ruggine, con una consistenza setosa che riflette la luce. Il contrasto con gli occhi, che nel nero sono spesso di un oro brillante o verde smeraldo, crea un aspetto magnetico e misterioso, molto diverso dall’eterea delicatezza della variante bianca.

Oltre al nero solido, possiamo trovare il gatto turco d’Angora in molte altre vesti:

  • Blu: Un grigio ardesia uniforme, molto elegante.
  • Rosso e Crema: Colori caldi che spesso si presentano con marcature tabby (tigrate).
  • Smoke: Una colorazione affascinante dove la radice del pelo è bianca mentre la punta è colorata (spesso nera o blu), creando un effetto “fumo” quando il gatto si muove.
  • Tabby: Le classiche tigrature, che possono essere blotched (marmorizzate), mackerel (a lisca di pesce) o spotted (a pois).
  • Bicolori e Tricolori: Combinazioni di bianco con altri colori, incluse le bellissime femmine “calico” (tartaruga con bianco).

Questa apertura ai colori ha permesso di ampliare il pool genetico della razza, rendendo il Gatto Angora moderno non solo bello, ma anche più robusto e sano rispetto ai tempi in cui si allevava solo il bianco.

Tutto sul gatto d’Angora e il carattere

Se state cercando un gatto soprammobile, che passi le giornate a dormire sul divano ignorando la vostra presenza, il Gatto Angora non fa per voi. Il gatto d’Angora carattere è spesso descritto come “canino”. Sono animali estremamente intelligenti, interattivi e legati in modo viscerale ai loro proprietari.

Non amano essere lasciati soli per lunghi periodi. Quando siete in casa, il vostro Angora sarà la vostra ombra. Vi seguirà in cucina, controllerà cosa state facendo al computer, vi osserverà mentre fate la doccia e cercherà attivamente di “aiutarvi” nelle faccende domestiche. Sono noti per essere dei grandi chiacchieroni: hanno una voce melodiosa e non esiteranno a usarla per comunicarvi i loro bisogni o semplicemente per salutarvi.

La loro intelligenza è acuta. Imparano velocemente ad aprire porte, cassetti e armadi. Molti proprietari riferiscono che i loro gatti hanno imparato a riportare palline di carta o piccoli giochi, proprio come farebbe un cane. Questa vivacità mentale richiede stimoli: giochi di attivazione mentale, canne da pesca e tunnel sono essenziali per evitare che si annoino e trovino modi “creativi” (e magari distruttivi) per passare il tempo.

Un felino affettuoso e amante dell’acqua

Una delle peculiarità più sorprendenti del Gatto Angora è il suo rapporto con l’acqua. Mentre la maggior parte dei felini la evita come la peste, molti Angora ne sono affascinati, una caratteristica originale condivisa con pochi altri felini come ad esempio il gatto di razza Siberiano. Non è raro vederli giocare con il getto del rubinetto, cercare di entrare nella doccia con il proprietario o addirittura nuotare se ne hanno l’occasione (e se abituati fin da piccoli).

Questa attrazione per l’acqua deriva probabilmente dalle loro origini naturali, dove dovevano pescare o attraversare corsi d’acqua. Ovviamente, non tutti gli esemplari amano farsi il bagno, ma la curiosità verso l’elemento liquido è un tratto distintivo della razza.

Dal punto di vista affettivo, sono gatti estremamente dolci. Amano le coccole, ma alle loro condizioni. Non sono gatti che si lasciano manipolare passivamente come bambole di pezza; hanno una forte personalità e vi faranno capire quando è il momento delle carezze e quando invece vogliono giocare. Tuttavia, quando scelgono di accoccolarsi sulle vostre gambe, lo fanno con una dedizione totale, facendo le fusa rumorosamente.

Convivenza con bambini e altri animali domestici

Grazie alla sua natura giocosa ed energica, il Gatto Angora è un compagno di giochi eccellente per i bambini, purché questi ultimi siano educati al rispetto dell’animale. La pazienza dell’Angora ha un limite, ma la sua voglia di interagire lo rende molto tollerante verso i giochi, a patto che non siano troppo rudi.

Per quanto riguarda la convivenza con altri animali, l’Angora tende a voler essere il “capo”. Ha un carattere dominante. Se introdotto correttamente, convive benissimo con altri gatti e anche con i cani. Anzi, spesso preferisce la compagnia di un cane attivo rispetto a quella di un gatto troppo pigro, proprio perché trova nel cane un compagno di giochi più affine alla sua energia. L’importante è garantire un’introduzione graduale e assicurarsi che ogni animale abbia i propri spazi.

Salute e cura del pelo del Gatto Angora

Nonostante l’aspetto aristocratico e delicato, il Gatto Angora è un animale rustico e robusto. La selezione naturale avvenuta sulle montagne turche ha forgiato una razza resistente. Tuttavia, come ogni animale di razza, necessita di cure specifiche per mantenersi in salute e splendore per tutta la sua vita, che è mediamente lunga (spesso superano i 15 anni).

Tolettatura e gestione del mantello setoso

Una delle migliori notizie per i futuri proprietari è che la gestione del pelo del Gatto Angora è molto più semplice di quanto sembri. A differenza del Persiano o di altri grandi gatti a pelo lungo come il maestoso Norvegese delle Foreste, l’Angora non possiede il sottopelo lanoso. Questo significa che il suo pelo non tende ad annodarsi o a infeltrirsi con la stessa facilità.

Il mantello è setoso, fine e scivola tra le dita. Per mantenerlo in perfette condizioni, è sufficiente una spazzolata una o due volte alla settimana. Durante i periodi di muta (primavera e autunno), sarà necessario aumentare la frequenza a tre o quattro volte a settimana per rimuovere il pelo morto e prevenire la formazione di boli di pelo nello stomaco, che potrebbero causare problemi digestivi.

Per la tolettatura, l’ideale è utilizzare un pettine a denti larghi in metallo. Bisogna procedere con delicatezza, partendo dalla testa e scendendo verso la coda, prestando particolare attenzione alla zona dietro le orecchie e sotto le ascelle, dove il pelo è più fine. La coda va pettinata con estrema cautela per non strappare i lunghi peli che impiegano molto tempo a ricrescere.

Poiché molti Angora amano l’acqua, il bagno può essere un’opzione, ma non è strettamente necessario se il gatto vive in casa e si pulisce regolarmente. Se decidete di lavarlo, usate prodotti specifici per gatti a pelo lungo che non alterino il pH della pelle.

Patologie genetiche comuni e prevenzione

Sebbene sia una razza sana, ci sono alcune patologie ereditarie da tenere sotto controllo. La più nota è legata al gatto angora bianco: la sordità ereditaria. Il gene “W” (White), responsabile del colore bianco puro, è collegato allo sviluppo dell’orecchio interno. I gatti bianchi con occhi azzurri hanno una probabilità più alta di nascere sordi da uno o entrambi gli orecchi. Fortunatamente, un gatto sordo può vivere una vita felice e normale in casa, ma non deve mai uscire all’esterno non protetto, poiché non sentirebbe i pericoli come le auto o i cani.

Altre due patologie da monitorare sono:

  1. Cardiomiopatia Ipertrofica (HCM): È la malattia cardiaca più comune nei gatti, che causa un ispessimento del muscolo cardiaco. Gli allevatori seri testano i loro riproduttori tramite ecocardiografia per ridurre al minimo il rischio di trasmettere questa malattia ai cuccioli.
  2. Atassia ereditaria: Una malattia neuromuscolare rara ma specifica di alcune linee di Angora Turco. Colpisce i movimenti e l’equilibrio. Fortunatamente, grazie alla selezione attenta, è diventata molto rara, ma è sempre bene chiedere all’allevatore se i genitori sono stati testati o se ci sono stati casi nelle linee di sangue.

Una dieta equilibrata, ricca di proteine animali di alta qualità, e controlli veterinari annuali sono la chiave per garantire al vostro Angora una vita lunga e sana.

Scegliere un gatto d’Angora cucciolo

Decidere di accogliere un gatto d’Angora cucciolo in famiglia è un passo emozionante. Questi piccoli batuffoli di energia sono irresistibili, ma è fondamentale approcciarsi all’adozione con consapevolezza. Un cucciolo non è un giocattolo, ma un impegno per i prossimi 15-20 anni.

I cuccioli di Angora sono molto precoci. Aprono gli occhi presto e iniziano a esplorare il mondo con una curiosità inarrestabile. A tre mesi, quando sono pronti per lasciare la mamma, sono già dei piccoli atleti capaci di correre e saltare ovunque.

Come riconoscere un allevamento certificato

Il primo passo per avere un gatto sano ed equilibrato è rivolgersi a un allevatore serio. Evitate assolutamente annunci su siti generalisti che propongono “gatti d’Angora” a prezzi stracciati senza pedigree. Spesso si tratta di semplici gatti a pelo lungo che non hanno nulla a che fare con la razza, o peggio, cuccioli malati provenienti da situazioni di sfruttamento.

Un allevatore serio di gatto turco d’Angora:

  • Rilascia il Pedigree: È l’unico documento che certifica che il gatto è un vero Angora. In Italia, i pedigree validi sono emessi da associazioni riconosciute come ANFI (Associazione Nazionale Felina Italiana) o associazioni sotto l’egida WCF/TICA.
  • Non cede i cuccioli prima dei 3 mesi: I gattini hanno bisogno di stare con la madre e i fratelli per imparare la socializzazione e l’inibizione del morso.
  • Effettua test genetici e sanitari: I genitori devono essere testati per FIV/FeLV, HCM e deve essere in grado di mostrarvi i risultati.
  • Vi permette di visitare l’allevamento: Deve essere un ambiente pulito, domestico, dove i gatti vivono a contatto con le persone e non in gabbie.
  • Fa domande su di voi: Un buon allevatore vuole sapere dove andrà a vivere il suo cucciolo e se siete adatti a gestire un gatto così attivo.

L’inserimento del gattino nella nuova casa

Quando portate a casa il vostro gatto d’Angora cucciolo, ricordate che per lui è un grande cambiamento. Preparate una stanza “base” con tutto il necessario: lettiera, ciotole per cibo e acqua (lontane dalla lettiera), un tiragraffi e una cuccia comoda.

L’Angora è curioso, quindi mettete in sicurezza la casa. Nascondete cavi elettrici, togliete oggetti fragili dalle mensole (ci arriverà sicuramente!) e controllate che le piante d’appartamento non siano tossiche.

L’inserimento deve essere graduale. Lasciatelo esplorare la sua stanza base per i primi giorni. Passate molto tempo con lui, giocando e parlandogli dolcemente. Essendo un gatto molto sociale, si legherà a voi rapidamente. Una volta che si sentirà sicuro nella sua stanza, potrete aprirgli il resto della casa. Se avete altri animali, le presentazioni devono essere fatte con calma, scambiando prima gli odori (usando panni strofinati sugli animali) e poi permettendo incontri visivi a distanza.

Guida all’acquisto: gatto d’Angora e prezzo

Arriviamo a un punto cruciale: l’aspetto economico. Quando si cerca un gatto d’Angora prezzo e costi di gestione sono fattori che devono essere valutati attentamente. Un gatto di razza ha un costo iniziale che riflette il lavoro di selezione e cura dell’allevatore.

In media, il prezzo di un gatto d’Angora cucciolo da compagnia (quindi non da riproduzione) in Italia varia tra gli 800 e i 1.200 euro. Questo prezzo comprende solitamente il ciclo vaccinale completo, il microchip, il pedigree, il passaggio di proprietà e spesso la sterilizzazione (o l’obbligo contrattuale di farla).

Se cercate un esemplare da esposizione (Show) o da riproduzione (Breeding), il prezzo sale notevolmente, potendo arrivare anche a 1.500 – 2.000 euro o più, a seconda delle linee di sangue e del prestigio dell’allevamento.

Diffidate da chi vi offre un “Angora puro” a 300 o 400 euro. Allevare costa: cibo di alta qualità, test veterinari, expo, tasse associative. Un prezzo troppo basso nasconde quasi sempre una truffa o un risparmio sulla salute degli animali.

Quanto costa mantenere un Gatto Angora mensilmente

Oltre al costo d’acquisto, bisogna considerare il mantenimento. Il Gatto Angora è un gatto attivo con un metabolismo veloce, quindi ha bisogno di un’alimentazione di ottima qualità.

  • Cibo: Circa 40-60 euro al mese per cibo secco (crocchette grain-free o di alta gamma) e umido di qualità.
  • Lettiera: Circa 10-20 euro al mese, a seconda del tipo di sabbia utilizzata.
  • Veterinario: Bisogna preventivare circa 100-150 euro l’anno per vaccini e controlli di routine, più un fondo emergenza per imprevisti.
  • Antiparassitari: Circa 15-20 euro al mese se il gatto ha accesso a balconi o giardini, o durante la stagione calda.

Quindi, il costo mensile di gestione si aggira intorno ai 70-90 euro. È un investimento per garantire al vostro amico una vita lunga e felice.

Fattori che influenzano il valore del pedigree

Perché alcuni gatti costano più di altri? Nel valutare il gatto d’Angora e il prezzo, entrano in gioco diverse variabili:

  1. Genealogia: Figli di campioni mondiali o europei avranno un costo maggiore perché portano con sé una genetica “vincente” e conforme allo standard di razza.
  2. Colore: Sebbene tutti i colori siano belli, alcune varianti rare o particolarmente richieste (come il bianco puro con occhi impari o colori smoke particolari) possono avere un prezzo leggermente superiore.
  3. Età: Un cucciolo costa di più di un adulto. A volte gli allevatori cedono adulti “ritirati” dalla carriera riproduttiva a prezzi simbolici o molto ridotti, chiedendo solo il rimborso delle spese di sterilizzazione. Questa può essere un’ottima opzione per avere un Angora splendido a un costo contenuto.
  4. Tipo: Alcuni cuccioli nascono con caratteristiche estetiche perfette (Show quality), mentre altri possono avere piccoli “difetti” estetici (Pet quality) che non inficiano la salute ma li escludono dalle gare. I secondi costano meno, pur avendo lo stesso meraviglioso carattere.

Scegliere un Gatto Angora significa portare in casa un pezzo di storia, un compagno fedele e un’opera d’arte vivente. Valutate bene l’impegno, ma sappiate che l’affetto e la bellezza che vi regalerà questo felino turco vi ripagheranno di ogni centesimo speso.

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