La durata media di vita di un gatto è compresa tra i 14 e 16 anni, in alcuni casi anche oltre. Considerando che la loro aspettativa di vita è molto più breve di quella umana spesso il proprietario si trova ad affrontare la vecchiaia e la morte del gatto. Ma come si affronta la morte di un gatto?

 

Segni di vecchiaia

In genere i primi segni di vecchiaia nei gatti compaiono intorno ai dieci anni di vita. Si noteranno cambiamenti fisici e comportamentali, piuttosto normali e che non devono allarmare il proprietario.

I segni principali di vecchiaia nel gatto:

  • riduzione del movimento e del gioco
  • aumento delle ore di sonno, meglio se su superfici morbide e calde
  • aspetto meno curato perché tenderà a dedicare minor tempo alla toilettatura
  • i miagolii saranno più forti a causa della diminuzione del suo udito
  • più schizzinoso nel mangiare, perché l’olfatto sarà più debole e i denti più dolenti. Potrebbe preferire il cibo umido al secco proprio per la difficoltà nel masticare.

Con l’avanzare degli anni il gatto potrebbe essere più soggetto a contrarre malattie renali, ipertiroidismo, diabete e demenza. Il proprietario dovrà soltanto prestare un po’ più di attenzione a questi segnali ed eventualmente rivolgersi prontamente al veterinario.

 

Perché prima di morire si nasconde?

Esiste ampia letteratura che racconta storie di gatti che prima di morire si nascondono quasi non volessero farsi vedere in tale stato dal proprio padrone. Già nel 1708 uno scrittore dell’antico Oriente scriveva che il gatto preferisce morire da solo, quasi lontano dagli occhi umani come se non volesse far vedere il suo stato “moribondo” e poco elegante. Il gatto quindi si nasconde, cerca il suo habitat “selvatico” più dignitoso, quasi non volesse morire sul divano caldo di casa. Ma questa è letteratura.
Il gatto in effetti non ha la cognizione della morte, non sa cosa sia e non può prevederla. Sa però bene cosa sia uno stato di dolore che associa ad un pericolo, ad una minaccia dalla quale occorre allontanarsi come fosse preda di un’aggressione che non riesce ad affrontare, con la quale non può lottare. Ecco allora che si nasconde, cerca riparo dal nemico. Questa la spiegazione razionale e logica. Ma chi possiede un gatto sa che ha quella marcia in più, quel sesto senso che noi umani non sempre capiamo.

 

L’addio e la perdita

Il momento dell'addio

Si tratta di un momento estremamente doloroso ma che prima o poi accadrà. Ognuno di noi si augura, come per gli esseri umani, che avvenga nel modo più naturale e dolce possibile, che possa avvenire nel sonno senza quasi neanche accorgersene, ma non sempre è così.
A volte ci si può trovare in situazioni difficili o davanti a scelte dure da prendere in seguito al trascinarsi di peggioramenti gravi alternati a repentini miglioramenti. L’eutanasia o soppressione dolce può diventare l’unica scelta possibile. Il veterinario di fiducia sarà l’unica figura indispensabile in questo momento, che saprà consigliare, senza mai imporre, la soluzione più idonea nel rispetto del gatto. Il veterinario potrà aiutare il proprietario a prepararsi al momento dell’addio al proprio amato gatto a livello informativo mettendo a disposizione la sua conoscenza, illustrando quello che la medicina, e a volte il buonsenso, consigliano. Ma a questo momento non si è mai preparati e pronti. Il vuoto resterà per parecchio tempo, anche per sempre, perché ogni gatto è una creatura unica e insostituibile.

Come affrontare la perdita

Non ci sono regole o consigli da dare. Chi ha avuto o ha un gatto o qualsiasi altro animale domestico sa bene cosa voglia dire questa perdita. Si tratta di un dolore incolmabile, spesso non sempre compreso da chi non possiede animali. Potrebbe essere che per qualche tempo non si abbia più la voglia o il desiderio di avere un altro gatto, ma il tempo aiuta non a dimenticare ma a saper gestire questo vuoto. Chi ha dei bambini deve essere in grado di spiegar loro quanto accaduto. Può essere utile far assistere al bambino al momento della sepoltura o improvvisare una sorta di ultimo saluto. Non è consigliabile usare frasi del tipo “se n’è andato” perché il bambino potrebbe fraintendere e magari interpretare la perdita come un abbandono.

 

È morto il gatto. Cosa fare?

Nel caso di eutanasia volontaria o soppressione sarà il veterinario ad indicare al proprietario cosa fare per affrontare la morte del gatto. Si occuperà lui della parte burocratica, per la cremazione o l'eventuale sepoltura. Ma se il gatto muore in casa, magari per vecchiaia, sappiamo cosa fare? Molte persone decidono di seppellire il proprio gatto in casa oppure vogliono cremare i resti dell’animale, ricordiamo che è sempre il veterinario a saper organizzare al meglio le due opzioni anche perché dovrebbe rilasciare un certificato che escluda la possibilità, nel caso di sepoltura in casa privata, di contaminare il terreno. Sul certificato deve esserci scritto che non ci sono malattie infettive o infestive che possano generare rischi all’uomo o ad altri animali.

 

Sepoltura e cremazione

Cimitero per animali

La deposizione dei resti del corpo sottoterra o sepoltura può avvenire in un cimitero per animali privato oppure nel proprio giardino di casa seguendo con attenzione alcune regole.

Sepoltura nel giardino di casa

Nel caso in cui si voglia seppellire il corpo del gatto nel proprio giardino di casa si devono porre i resti in un contenitore biodegradabile, va benissimo il legno o il cartone, e deve essere in grado di assorbire i liquidi, ad esempio apponendo uno strato assorbente sulla base. Se il gatto muore in un luogo lontano e si vuole portare il corpo a casa occorre effettuare il trasporto muniti di certificato medico e di un contenitore idoneo.

Sepoltura in cimitero

Qualora si decidesse di sepellire il proprio gatto in un cimitero per animali occorre rivolgersi al proprio veterinario o cercare informazioni presso il proprio comune di residenza o presso associazioni animaliste. I cimiteri per animali possono disporre di diverse cassette, targhe o lapidi commemorative e possono occuparsi di tutta l’organizzazione del “funerale”.

Tipi di sepoltura

Sono due i possibili tipi di sepoltura:

  • In un’area specifica individuale dove seppellire il gatto da solo
  • In un’area comune dove vengono seppelliti i resti di tutti gli animali deceduti.

Il resti del povero gatto possono essere portati direttamente in queste strutture oppure scegliere che vengano a prenderli a casa propria o dal veterinario.

Costo della sepoltura

Il costo di un funerale con sepoltura in un cimitero per animali varia a seconda delle strutture e della soluzione scelta. Può venire richiesto anche il pagamento di una tassa annuale per la manutenzione della tomba. Era stato presentato dal Ministro Sirchia nel 2005 un disegno di legge per la creazione di cimiteri per animali in tutti i comuni italiani, ma il progetto si è poi fermato.

Cremazione del gatto

Esistono strutture dedicate e autorizzate a praticare la cremazione dei resti del gatto. Occorre rivolgersi sempre al proprio veterinario che potrà occuparsi di tutta la procedura.

Si possono scegliere vari tipi di cremazione:

  • Cremazione individuale
    Il corpo del gatto viene cremato da solo e le ceneri restituite al proprietario
  • Cremazione comune
    Il gatto è cremato con altri gatti e le ceneri seppellite o sparse in un giardino chiamato in genere “della memoria”
  • Cremazione separata
    In questo caso il gatto è cremato con altri ma le ceneri vengono tenute separate e restituite al proprietario.

Il momento della cremazione del proprio gatto è sicuramente difficile da affrontare, proprio per questo è preferibile delegare il veterinario o chi per esso ad occuparsi di tutto, avendo indietro solo le ceneri.

Costo della cremazione

Il costo della cremazione varia a seconda del servizio scelto ma c’è sempre una tassa comunale da pagare. Per questo è possibile rivolgersi alle proprie ASL di competenza o agli uffici comunali preposti per avere maggiori informazioni.

 

Altri modi per gestire il corpo

Ci sono altre alternative che possono essere prese in considerazione quando il proprio adorato micio muore.

A fini di studio

Ad esempio si può scegliere di donare il corpo ad una struttura veterinaria a fini di studio ma è sempre meglio affidarsi ad organizzazioni serie.

Un diamante di ceneri

Esiste anche la possibilità alquanto bizzarra di poter creare addirittura un diamante con le ceneri del proprio gatto. Si tratta ovviamente di una procedura piuttosto costosa ed innovativa da poco disponibile anche in Italia.

Imbalsamazione e congelamento

Le scelte di conservare il corpo tramite l’imbalsamazione o congelamento invece sono piuttosto rare nel nostro Paese.

 

Libri consigliati

 

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Il mio amore mi ha appena lasciata! Da un lato avrei preferito in un modo piu dolce...tramite eutanasia...ma a parte ieri che nn stava completamente in forma...ha vissuto fino all'ultimo mangiando e facendo le feste al mio ritorno a casa!
Ciao piccolo Tyson

Tommi e' volato via improvvisamente il 28 settembre e da quel giorno il mondo sembra cambiato, mi sembra tutto cosi' superfluo, inutile. Ha vissuto con noi 10 anni splendidi insieme ai suoi fratelli Pasticcino (il suo preferito) Molli Zorro e Azzurrina ed ora non c'e' piu'. Addio mio caro amore, per me il distacco e' una prova terribile che non so se superero' ma spero che il tuo ricordo mi aiuti a farlo. Non ti dimentichero' mai.

il mio caro PILU' mi ha lasciato una settimana fa' dopo 18 anni di grande amore reciproco......mi sento morire....era il mio vero,unico amico,fratell confidente..,,non faccio che piangere.....ciao adorato PILU' dal tuo umile maggiordomo......spero che tu sia in cielo

Il mio migliore amico Tigre sabato mattina ha avuto un collasso e non si è più ripreso...ieri mattina, dopo ore di agonia, ho portato ad addormentarlo per porre fine alle sue sofferenze...ho sperato fino all'ultimo in un miracolo. Da 14 anni con me...il vero amore era lui...vivevamo l'uno per l'altra e ora non c'è più. ..mi manca troppo.

Cara Simona
Capisco il momento di dolore e quanto ti possa mancare Tigre! 14 anni sono tanti insieme! È una parte di te e quel vuoto non lo colmerà nessun altro gatto, ma vedrai che col tempo riuscirai magari ad amarne un altro! Un abbraccio

La mia gatta é volata il 30 maggio, a distanza di cinque mesi la piango ancora e mi manca così tanto...comunque il tempo aiuta, non si dimentica, si impara soli a convivere con questo vuoto immenso. A luglio ho preso una gatta di 10 anni dal gattile e mi ha aiutato tanto! So bene che non è una sostituzione, ogni gatto é a se, come é giusto che sia!

i miei gatti sono morti a causa dei miei cani fuori purtoppo ci andavano ma i miei gattini non capivano ke lo uccidevano e purtroppo sono morti anche mi sono morti dei piccolissimi gattini neonati appena nati nn so quale motivo e li domani lo trovavo sempre morti

Il mio amato gatto l'ho lasciato andare il 21/11, ho provato di tutto ma l'insufficienza renale ha vinto, aveva solo 4 anni ......mi manca da morire è come se se ne fosse andato uno della famiglia.Ora è sepolto in giardino dove amava stare.Chi non ha animali non può capire il
dolore che si prova quando questo ci lascia.
addio Monino bello

la mia piccola luna ha solo 6 anni ma una brutta malattia ce la sta portando via. stiamo facendo di tutto x farle passare questi ultimi giorni nel miglior modo possibile, ma si sta spegnendo piano piano......... che dolore immenso non riesco a pensare di dover vivere senza di lei

La mia Luna è scomparsa il 10/12/2016. Prima di andarsene mi ha fatto il suo gesto per farmi capire che voleva essere presa in braccio. Si è lasciata andare addormentandosi tra le mie braccia. Aveva 18 anni e qualche mese. Tanti per un gatto... troppo pochi per me. Mi piace pensare che ora stia felicemente giocando con altri animali e che di tanto in tanto mi passi a trovare.

Il mio pisolo aveva 7 anni se n'è andato la notte del 22 mentre provavano a fargli una trasfusione, non aveva più globuli rossi quindi non gli andava ossigeno è morto con una crisi respiratoria mentre era nella gabbietta di ossigeno ed io non ce la faccio perchè stava bene poi in una settimana ha preso l'otite e da lì si è scatenato tutto e dalle analisi è risultata questa anemia gravissima. non lo so se già l'aveva o se gli è venuta per qualche motivo, dai reni da un tumore o altro, so solamente che in un giorno è successo tutto e mai me lo sarei aspettato e mi manca un pezzo di cuore non riesco a non piangere e ho la paura che lui sia morto credendo che io l'avessi abbandonato, perchè i veterinari non mi hanno fatta entrare nella stanza io ero fuori

100giorni fa l'addio terreno. sono venuta all ambulatorio, per esserti vicina in quell atroce momento; perché l'Amore è "nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia, finché morte non ci separi".e così è stato. Manchi angioletto peloso, indelebile nel cuore e nella mente.

Anche il mio bimbo, un meraviglioso micione di 8 anni se n'è andato 2 giorni fa, tra le mie braccia. Non ho mai provato niente di così doloroso in vita mia, ma essere stato con lui assieme al suo fratellino ed alla sua sorellina fino all'ultimo respiro è stato il miglior modo di dirgli addio. Mi ha portato via un pezzo di cuore, ma lo rifarei indubbiamente. Buon viaggio Cocco.

Scrivo qualcosa perchè mi farebbe piacere non essere solo in questo momento di grande dolore.
Il nostro gattone di quindici anni lo avevamo chiamato Klimt, come il grande artista.
L'ultima volta, sdraiato, mi ha guardato negli occhi.
Gli ho carezzato il collo e una zampa e gli ho detto di non preoccuparsi.
Sono andato al lavoro e mia moglie mi ha telefonato dicendomi che... se n'era andato...
Una mezz'ora prima gli avevo rivolto questo pensiero: "vai Klimt, vola; vola sopra una stella."
Mi piace credere che se ne sia andato sul "Ponte dell'Arcobaleno" a giocare contento nel verde e nel sole.
Vai Klimt, vola; vola sopra una stella!
Poi ci rivedremo.
Ciao a tutti.

Due giorni fa e' morto il mio gatto. L'ho sepolto in giardino sotto un albero, dove lui amava sostare al sole e da dove aspettava sempre il mio ritorno. Aveva circa diciotto anni. Ha trascorso una vita con me. L'ho trovato nel fondo, mentre lo cercavo per farlo mangiare. Sembrava dormisse, ma quel sangue sotto la coda, mi ha fatto subito trasalire. Era un simil siamese. Intelligente e dolce come solo un animale può esserlo. Continuo a vederlo la sera, quando torno a casa. Il mio cuore continua a chiamarlo. Lo vedo ancora corrermi incontro per fare le fusa...mi pare impossibile che non ci sia più. Credo che qualcosa di me, sia volato con lui. Qualcosa di lui e'rimasto con me. Ovunque sia ora, spero stia bene, spero sia tornato forte e spensierato come lo ricordo...come era solo qualche tempo fa. Spero che ci sia un sole caldo e splendente sotto cui lui possa correre e giocare. Spero ci siano tante crocchette. Spero che mi abbia perdonato per non essere stata lì. Spero mi aiuti a dimenticare il momento in cui l'ho trovato esanime. Ma soprattutto spero di rivedere un giorno quegli occhi di ghiaccio. Di sentire ancora quel miagolio che un giorno, mi fece ritrovare il cagnolino che avevo perduto...di toccare ancora quel pelo morbido. Per ora mi accontentero' di vederlo negli altri gatti...anche se so, che nessuno è o sarà mai come lui. Il mio gatto è morto e una parte di me è morta con lui. Ciao Pippo. Vola alto più che puoi

Condivido anch'io la mia esperienza dolorosa per l'amore, il rispetto, il debito esistenziale verso la mia gatta.
Pochi giorni fa è morta, quasi 17 anni, l'ultimo anno ha lottato con dignità e resilienza contro un tumore che le ha sfigurato il profilo con quel nasino "alla francese", concavo, che ricorderò sempre. So che ha resistito tanto grazie all'amore che le abbiamo dato, sapeva di essere importante per noi. Abbiamo sempre avuto gatti in famiglia...fin dall'infanzia c'è sempre stato qualche gatto nei paraggi, ma lei era speciale, l'intelligenza (procurava il cibo per altre gatte che allattavano i cuccioli), la curiosità (pizzicava le corde della chitarra dopo che mi aveva visto farlo più volte, giocava ed esaminava tutto quello che toccavo spesso - penne, computer..), la discrezione e sensibilità nello scrutarmi attentamente se era il momento di farsi coccolare, e il suo vocabolario ricco di suoni e inflessioni diverse, per farsi capire da noi amici umani, nel modo con cui noi umani moduliamo la voce. Sono solo pochi degli esempi della sua personalità brillante e presenza carismatica. E poi l'epilogo: gli ultimi giorni un precipizio straziante, sangue, pus e un dimagrimento veloce. La cosa che mi ha spezzato il cuore, ma in fondo forse una delle più profonde emozioni che una creatura mi abbia mai donato, è quella di avere condiviso con me il momento del trapasso. Ha atteso stremata il mio ritorno a casa per avere l'ultima carezza, ha miagolato come per salutarmi e poi si è lasciata andare, vomitando il male che aveva e spirando fra le mie carezze. In quell'istante ho sentito un'onda di energia uscire dal corpo, libera. Sono agnostico, ( direi quasi ateo) e razionale. Era suggestione...forse, chi può dirlo. Grande spirito in piccolo corpo, sarò sempre con te.

La mia Layla se ne sta andando. Quando i miei familiari mi dissero che sarebbe arrivata a casa nostra, perché mio figlio non poteva più tenerla, dissi: “se entra il gatto, esco io”. Ovviamente non lo feci e, tempo una settimana, tra me e lei scoppiò l’amore. Un giorno vidi che mi guardava con i suoi occhioni dolci, appannati dalle cataratte, mi avvicinai, la accarezzai e le rivolsi istintivamente le dolci parole che ogni padre rivolge alla propria bambina. ❤️ Mi alzo molto presto la mattina, lei era l’unica presenza, l’unica compagnia a quell’ora. Le fusa, lo struscio, la richiesta della pappa, il gioco con il gomitolo ci hanno tenuto legati per più di due anni. La sera, quando rientravo, mi seguiva in camera da letto e si accoccolava vicino a me. Durante le sere davanti alla te stava in mezzo alle mie gambe aspettando le mie carezze. Ed io aspettavo le sue fusa. Da qualche settimana non mi aspetta più, resta accucciata, mangia poco, si muove poco. Allarmati, i miei figli grandi l’hanno portata in una clinica veterinaria per capire cosa stesse succedendo. Il verdetto è stato terribile: tumore esteso al pancreas, con versamento polmonare. Impossibile operare. Adesso mangia sempre meno, esce dalla cuccia solo per andare nella lettiera, non chiede più di uscire sul balcone per bere dai sottopiatti dei vasi, non salta, non si accoccola sulle mie gambe. Stamattina ha leccato un poco di omogenizzato sulla punta delle mie dita. Basta. C’è ancora, ma soffro come se non ci fosse già più.

@Carmine: le tue parole sono ricche di amore e di dolore. Solo che ha dei mici in casa sa cosa vogliano dire! Forza e coraggio, la tua Layla sarà sempre con te!