L'estro: quando i gatti vanno in calore

La gatta può diventare madre anche tre o quattro volte nell’arco dei dodici mesi, specialmente a primavera i calori possono ripetersi nel giro di tre o quattro settimane. Il gatto maschio invece mostra tutto l’anno i tipici comportamenti di calore come aggressività, il vagabondare e la marcatura del territorio con urina. Il calore nel mondo felino è detto anche “estro”. In genere la frequenza degli amori raggiunge le sue punte più alte a primavera e si attenua molto nelle estati calde. Riprende con una moderata intensità in autunno e inverno.

 

Il calore delle gatte

La gatta attraversa più periodi di estro durante l’anno, anche se si concentrano soprattutto nella bella stagione quando il suo ciclo riproduttivo raggiunge la massima attività. Influenza molto il calore tra i gatti la lunghezza delle giornate, le ore di sole. Infatti alla fine dell’inverno l’aumento delle ore di luce stimola l’ipofisi a secernere l’ormone FSH che induce le ovaie a produrre ovociti e l’ormone femminile estrogeno che liberato nell’urina funge da richiamo per i maschi. Differentemente da quanto accade fra tutti gli altri mammiferi le ovaie liberano gli ovociti solo dopo l’accoppiamento. Il periodo del calore nella gatta è riconoscibile soprattutto dal comportamento che varia notevolmente. Diversamente dai cani, le gatte non hanno perdite ematiche proprio perché l’ovulazione è autoindotta dal rapporto fisico col maschio. Se si notano lievi perdite rosate possono esserci cistiti o infezioni all’utero.

Come si capisce che la gatta è in calore

Non è facile prevedere quando la gatta va in calore anche se è noto che i periodi di estro sono stagionali per i felini. Il primo momento di estro per la femmina avviene dai 6 ai 10 mesi di vita. Si capisce che la gatta sta avendo il suo primo calore perché diventa particolarmente affettuosa, cerca il contatto, si strofina su persone, cani, oggetti. Se la si accarezza tende ad abbassare il corpo e ad alzare la coda sul lato. Spesso di notte miagola e si lamenta, mangia e dorme di meno, è irrequieta e fa un sacco di moine. Se la gatta vive in semilibertà può accadere che non torni a casa per un paio di giorni neanche per mangiare. In questo caso se il proprietario non vuole la cucciolata sarà bene entro un paio di settimane al massimo procedere con la sterilizzazione.

Quanto dura il calore nelle gatte

La durata varia da soggetto a soggetto, addirittura da un minimo di tre giorni a un massimo di quindici. Seguono due o tre giorni di tregua e poi riprende il calore sempre per un minimo di tre fino ad un massimo di dieci giorni e così via fino all’autunno. Se durante il periodo del calore la gatta viene fecondata il calore si attenua e scompare nel giro di quarantott’ore.

 

Il calore del gatto maschio

Mentre il calore delle gatte femmine è completo dal sesto al decimo mese di vita, la pubertà del gatto maschio è più tardiva, non insorge mai prima dell’anno d’età. Durante la stagione degli amori il maschio, al contrario della femmina, diventa nervoso, inappetente, sfugge alle carezze del proprietario, trascura l’igiene personale, emette spruzzi di urina dal forte odore. Il richiamo delle esalazioni della femmina è più forte di qualsiasi altro bisogno anche primario. Diversamente dalle femmine, il maschio in età adulta è sempre pronto all’accoppiamento, non ha fasi cicliche di calore.

 

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